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EU_PUBLIC_AFFAIRS05 / 05 · storia del giorno3 min · 753 parole · 39 fonti

Groenlandia, il controllo di Trump senza testo

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Scritto dall IAto brief AI · 22 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Washington claims permanent powers whose defining clauses remain unseen.

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il testo · 3 min di lettura

Il 18 settembre Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero ottenuto «il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre esigenze» della Groenlandia (Politico). Danimarca e Groenlandia hanno confermato il raggiungimento di un accordo politico, precisando però che non esiste ancora un testo vincolante. La firma dovrebbe avvenire durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dopodiché il Parlamento di Copenaghen e quello di Nuuk dovrebbero votare l'intesa (Reuters). Quattro giorni dopo, né il testo firmato né i termini giuridicamente vincolanti sono stati resi pubblici. Resta da capire se Washington abbia davvero ottenuto poteri di cui non disponeva già.

Quello che Washington possiede già

Il punto di partenza è l'accordo di difesa tra Stati Uniti e Danimarca del 1951, negoziato nel quadro della NATO. Quel trattato concede già agli Stati Uniti ampi poteri militari in Groenlandia: il diritto di costruire e gestire strutture, dislocare truppe e mezzi, controllare gli sbarchi e muoversi liberamente sull'isola via terra, mare e aria (US Government treaty scan, Avalon Project). L'accordo resta in vigore per tutta la durata del trattato istitutivo della NATO. Un aggiornamento del 2004 ha riconosciuto al governo groenlandese il diritto di essere consultato, lasciando però intatto l'accesso di fondo garantito agli Stati Uniti (US State Department).

Peter Viggo Jakobsen, ricercatore della Danish Defence Academy, ha offerto la lettura più netta: l'annuncio non sembra modificare in modo sostanziale i diritti militari statunitensi, perché il quadro esistente offre già a Washington margini operativi molto ampi (Ilta-Sanomat). Gran parte della riduzione della presenza americana dopo la Guerra fredda è dipesa da una scelta di Washington, non da una restrizione imposta dalla Danimarca.

Quello che Trump sostiene ora — e ciò che manca

Secondo un funzionario anonimo del Dipartimento di Stato, i nuovi termini prevederebbero un'autorità statunitense senza una scadenza indicata, il potere di bloccare basi e truppe di Paesi avversari e un ruolo nelle decisioni sugli investimenti esteri sensibili (NBC News). Trump ha aggiunto che le attività di Paesi non appartenenti alla NATO non potrebbero svolgersi senza un'autorizzazione scritta degli Stati Uniti. Questo resoconto ufficiale, non verificato, è l'unica descrizione disponibile del contenuto dell'accordo.

Se fossero confermate, queste disposizioni estenderebbero il quadro del 1951 in un punto decisivo: l'autorità americana passerebbe dalle operazioni militari ai rapporti economici della Groenlandia. Il trattato vigente disciplina le aree destinate alla difesa; un potere statunitense di bloccare gli investimenti stranieri riguarderebbe invece ambiti sottoposti all'autogoverno groenlandese, comprese le risorse minerarie e le infrastrutture.

Non è stata pubblicata alcuna clausola operativa che confermi tutto questo.

Chi decide

La presidente del Consiglio danese Mette Frederiksen e il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen hanno ribadito entrambi che l'intesa preserva la sovranità danese e il diritto all'autodeterminazione della Groenlandia (The Guardian, Reuters). Per trasformare queste garanzie in norme vincolanti servono due approvazioni distinte. La Costituzione danese stabilisce che i trattati che creano obblighi o richiedono spese debbano ottenere il consenso del Folketing, il Parlamento danese (Danish Constitution). La legge sull'autogoverno groenlandese del 2009 lascia la difesa a Copenaghen, ma impone che la Groenlandia sia «coinvolta» nelle questioni di politica estera che la riguardano in modo particolare (Greenland Self-Government Act).

La posizione della Groenlandia non equivale a un veto formale sul trattato. Tuttavia, se l'accordo riguardasse i diritti minerari, la normativa ambientale o la pianificazione delle infrastrutture, entrerebbe in ambiti che la Groenlandia già governa in virtù delle competenze trasferite. Copenaghen non può cederli senza il consenso di Nuuk.

Cosa significa per l'Europa

Due settimane prima dell'annuncio di Trump, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva visitato Nuuk portando un pacchetto da 200 milioni di euro per infrastrutture, connettività e materie prime critiche (EU Sustainable Energy Week, EU Perspectives). Bruxelles sta costruendo partenariati che potrebbero offrirle una leva sulle risorse artiche e sulle catene di approvvigionamento. La Groenlandia lasciò la Comunità europea nel 1985, ma l'UE finanzia l'isola attraverso il regime riservato ai Paesi e territori d'oltremare, mentre i groenlandesi hanno la cittadinanza danese.

L'interesse europeo è circoscritto, ma concreto. Se l'accordo non pubblicato attribuisse a Washington il potere di esaminare o bloccare gli investimenti in Groenlandia, potrebbe limitare i progetti finanziati dall'UE e l'attività delle imprese europee nei settori che altrimenti rientrerebbero nelle competenze dell'isola. È questa la clausola alla quale il testo dovrebbe rispondere, ma nessuno al di fuori della stanza dei negoziati l'ha ancora vista.

Nessun documento pubblicato attribuisce a Washington il controllo permanente della Groenlandia. Potrebbe esistere una bozza riservata, ma ora i tre governi devono rendere pubbliche le clausole che chiarirebbero che cosa è cambiato e chi ha il potere di bloccarlo.

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9/22/2026, 2:14:23 AM
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