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EU_PUBLIC_AFFAIRS06 / 10 · storia del giorno3 min · 732 parole · 40 fonti

Colpita Trypilska, Kyiv torna ai blackout

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Scritto dall IAto brief AI · 1 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

After another strike at Trypilska, Kyiv cannot yet measure the power lost.

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il testo · 3 min di lettura

Nella notte tra il 29 e il 30 settembre, missili e droni russi hanno colpito 11 regioni ucraine e danneggiato le apparecchiature di generazione della centrale termoelettrica di Trypilska, alle porte di Kyiv (Hromadske). Centrenergo, la società statale che gestisce la centrale, ha confermato i danni senza precisare quanta capacità produttiva sia andata persa (Interfax Ukraine). Con l’avvio della stagione del riscaldamento, i cittadini non possono sapere quanto di quel deficit potranno coprire le riparazioni o le importazioni europee.

Una centrale ricostruita, poi colpita di nuovo

Nell’aprile 2024 gran parte della centrale andò distrutta. Secondo la testata ucraina Komersant, nel 2025 Trypilska era tornata a funzionare in parte (Komersant). Nessuno ha reso noto quali unità fossero in funzione prima dell’attacco: ogni stima della capacità persa con questo nuovo colpo sarebbe quindi una congettura.

L’attacco ha avuto ampia portata. Il primo ministro Serhii Koretskyi lo ha definito il primo attacco combinato contro il sistema energetico di questa portata dalla scorsa stagione di riscaldamento (Hromadske). Il ministero della Difesa russo ha incluso Trypilska tra gli obiettivi e ha sostenuto che la centrale rifornisse le strutture della difesa ucraina (BBC).

Serhii Isachenko, amministratore delegato di Centrenergo, ha spiegato che gli ingegneri devono prima ispezionare le apparecchiature e definire gli interventi. I lavori, ha aggiunto, cominceranno quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno; per ragioni di sicurezza, l’azienda non ha fornito altri dettagli (Interfax Ukraine). Il motivo più probabile è semplice: pubblicare un elenco dei danni permetterebbe ai pianificatori russi di valutare l’efficacia dell’attacco, mentre il prezzo di questa cautela è l’impossibilità per i cittadini di misurare le perdite.

Dai tagli d’emergenza a quelli programmati

A Kyiv gli effetti si sono fatti sentire in più fasi. Al mattino, DTEK, la società che distribuisce l’elettricità in città, ha riferito che le squadre avevano ripristinato la fornitura a circa 8.000 utenze sulla riva sinistra del Dnipro (AFP). La cifra fotografa le utenze riallacciate in un dato momento, non il numero complessivo di persone rimaste senza elettricità.

Nella serata, DTEK ha riferito che Ukrenergo, il gestore della rete nazionale, aveva ordinato verso le 17:40 interruzioni d’emergenza a Kyiv; alle 18:15 le limitazioni interessavano alcune zone della capitale e le regioni di Kyiv, Chernihiv e Zhytomyr (Ukrainska Pravda, Ukrainska Pravda). Ukrenergo ha spiegato che gli attacchi ripetuti avevano sovraccaricato le apparecchiature, costringendo gli operatori a interrompere la fornitura ad alcuni clienti per mantenere in funzione il resto della rete. Nessuno ha precisato quanta parte del sovraccarico dipendesse da Trypilska e quanta dai danni agli altri impianti.

Più tardi, nella notte, seguendo le indicazioni di Ukrenergo, Kyiv è tornata ai distacchi programmati di «stabilizzazione», con orari pubblicati per ogni indirizzo (UNN). Per le famiglie cambia molto: i distacchi d’emergenza arrivano senza preavviso, mentre con gli orari programmati ci si può organizzare. Il passaggio indica che gli operatori avevano recuperato un controllo sufficiente a gestire la carenza, che però non si era ridotta.

Cosa può e non può chiarire l’aiuto europeo

Il sostegno europeo al sistema elettrico ucraino segue due canali principali. La Commissione europea riferisce di aver mobilitato oltre 4 miliardi di euro per la sicurezza energetica dell’Ucraina dall’invasione su vasta scala, compreso un pacchetto da 920 milioni annunciato a febbraio per questo inverno (European Commission). Quei fondi finanziano apparecchiature e riparazioni in tutta la rete.

L’altro canale sono le importazioni dai paesi UE confinanti con l’Ucraina, limitate sia dalla capacità fisica delle linee sia dalle condizioni di mercato. A settembre la testata polacca Money.pl ha riferito che la capacità complessiva di importazione da Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania varia da 1.700 a 2.600 MW, a seconda delle condizioni del sistema (Money.pl). Si tratta però di massimali: una linea con capacità disponibile non significa che qualcuno acquisti elettricità per farla transitare.

Il prezzo rappresenta l’ostacolo. Nello stesso articolo, un esperto del Razumkov Centre ha avvertito che i tetti ai prezzi interni in Ucraina potrebbero dissuadere gli operatori dall’importare quando nell’UE l’elettricità costa di più (Money.pl). Anche sfruttando tutta la capacità disponibile, le importazioni dipendono dalla convenienza economica dello scambio.

Ogni forma di aiuto copre una parte diversa del problema. Con la produzione persa a Trypilska ancora ignota, i cittadini non possono valutare in che misura riparazioni e importazioni riusciranno a compensarla. Centrenergo e Ukrenergo dispongono dei dati decisivi: quali unità si sono guastate e quanta riserva resta a Kyiv nelle ore di punta serali.

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10/1/2026, 2:49:33 AM
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