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EU_PUBLIC_AFFAIRS09 / 10 · storia del giorno3 min · 729 parole · 49 fonti

Turchia contesta rilievi a Cipro e avvisi greci

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Scritto dall IAto brief AI · 17 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Turkey’s rival broadcasts record claims without directing a vessel away.

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il testo · 3 min di lettura

Il 16 ottobre la Turchia ha risposto a due avvisi di sicurezza marittima con altrettante notifiche NAVTEX concorrenti, trasmesse dalla stazione di Antalya (Politis). Nessuno dei due avvisi riguarda il Great Sea Interconnector, il cavo elettrico sostenuto dall’UE che dovrebbe collegare Grecia e Cipro: le prossime decisioni sul progetto spettano alle autorità greche e cipriote.

Due avvisi, due risposte turche

L’avviso cipriota, numero MA37-302/26, annuncia i rilievi dei fondali che la nave Kobi Ruegg condurrà per un sistema di cavi dati dal 21 ottobre al 2 novembre (SeaLagom). Si tratta di un progetto per le telecomunicazioni, non del collegamento elettrico.

Nella risposta, la notifica turca 1020/26 citava quell’avviso, sosteneva che l’area si trovi sulla piattaforma continentale turca e contestava a Larnaca il diritto stesso di diffondere notifiche (Naftemporiki). La piattaforma continentale è il fondale che si estende dalla costa di un Paese, sul quale quel Paese detiene diritti esclusivi di esplorazione delle risorse. Ankara invoca questi diritti per rivendicare voce in capitolo sui rilievi dei fondali.

La rivendicazione sulla piattaforma, tuttavia, non stabilisce quale stazione debba diffondere gli avvisi di sicurezza alle navi in transito. Secondo Naftemporiki, la notifica turca non indicava la nave, non proponeva un percorso alternativo né intimava a qualcuno di allontanarsi.

L’avviso greco, diramato da Heraklion, riguardava un’esercitazione navale prevista il 19 ottobre a sud dell’isola di Kastellorizo. Con la notifica 1018/26, la Turchia ne riprendeva orari e aree, sostenendo soltanto che la stazione competente fosse quella di Antalya, non Heraklion (To Vima).

Cosa può e non può fare una notifica concorrente

Le notifiche sono messaggi NAVTEX, trasmissioni radio standardizzate che avvertono le navi di pericoli come esercitazioni o lavori di rilevamento. Le aree di servizio definiscono le modalità di diffusione degli avvisi, non i confini della sovranità (IMO). Una notifica concorrente non annulla nulla, non concede permessi e non traccia confini: mette a verbale una rivendicazione.

Quella rivendicazione ha sostanza: Ankara rivendica diritti proprio sull’area dei rilievi ciprioti, e la disputa va quindi oltre le procedure radio. Le notifiche mostrano una contestazione più circoscritta dell’autorità greca e cipriota, senza intimare ad alcuna nave di lasciare la zona.

Le due parti si richiamano a regole diverse. Grecia e Cipro hanno aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, il trattato internazionale che definisce le zone marittime; la Turchia no (UN Treaty Collection). Atene sostiene che le isole generino zone marittime a pieno titolo. In una lettera all’ONU, Ankara ha argomentato che alle isole al largo della sua costa vada attribuito un peso minore e che Cipro non possa agire senza il consenso dei turco-ciprioti (UN letter).

Il cavo elettrico attende Atene e Nicosia

Il Great Sea Interconnector dovrebbe porre fine all’isolamento della rete elettrica cipriota. Un documento della Commissione europea del 2025 indicava 645,2 milioni di euro di sostegno dell’UE per i lavori (EUR-Lex).

La nave incaricata dei rilievi è un’altra: la Abeille Marengo, battente bandiera francese. Il 14 ottobre la Guardia costiera greca ha pubblicato una richiesta di deroga per poterla impiegare (Hellenic Coast Guard). Gli atti pubblici documentano la richiesta, non una decisione.

L’altro passaggio dipende da Cipro. Il ministro dell’Energia Michalis Damianos ha detto di aspettarsi entro due o tre settimane un avviso per i rilievi del cavo elettrico e ha legato alla sua pubblicazione il versamento cipriota di 25 milioni di euro (Politis).

Il progetto ha già incontrato obiezioni turche. Nel 2024 la nave da ricerca Ievoli Relume ha completato i lavori previsti tra le isole greche di Kasos e Karpathos, nonostante le contestazioni (ADMIE). Quei lavori coprivano un tratto della rotta tra due isole greche e offrono pochi elementi per capire come procederebbero quelli più vicini a Cipro.

Con le notifiche di questa settimana la Turchia ha messo a verbale due contestazioni: su chi possa diffondere avvisi in queste acque e su un rilievo per un cavo dati che Ankara considera posato sul proprio fondale. Nessuna nave ha ricevuto l’ordine di allontanarsi. I prossimi passaggi documentati per il cavo elettrico, una deroga greca e un avviso cipriota per i rilievi, dipendono da Atene e Nicosia. Le trasmissioni non chiariscono come reagirebbe la Turchia quando una nave lavorerà effettivamente in mare. Fino ad allora, leggere lo scambio come uno scontro sul cavo finanziato dall’UE significa legare i fondi europei a una disputa che riguarda una linea commerciale per la trasmissione di dati.

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10/17/2026, 1:32:29 AM
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