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EU_PUBLIC_AFFAIRS04 / 18 · storia del giorno3 min · 807 parole · 38 fonti

La Turchia punta al fondo SAFE

Scritto dall IAto brief AI · 6 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

The diplomatic table extends across a sea of conditions toward a distant horizon.

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il testo · 3 min di lettura

Il 30 giugno Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell'UE, è volata ad Ankara con alti funzionari competenti per allargamento e migrazione per discutere con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan di commercio, migrazione, visti e sicurezza. Nella stessa settimana l'inviata dell'ONU María Ángela Holguín ha rinviato a dopo il vertice NATO l'incontro previsto a Bruxelles su Cipro. I due passaggi appartengono allo stesso dossier: la Turchia sta usando il ritorno ai colloqui sulla soluzione cipriota come leva su una serie di capitoli aperti con l'UE, mentre gli Stati membri europei non concordano su quanta parte di quella leva convenga accettare.

La lista della spesa di Ankara

La Turchia ha concentrato più richieste in un unico negoziato. Secondo fonti diplomatiche, Fidan ha chiesto la rimozione delle misure restrittive del 2019, cioè le sanzioni legate alle trivellazioni turche contestate al largo di Cipro, un Consiglio di partenariato formale UE-Turchia, l'avvio dei negoziati per aggiornare l'unione doganale e la liberalizzazione dei visti (Hurriyet Daily News). La dichiarazione congiunta ufficiale ha confermato discussioni sulla modernizzazione dell'unione doganale, sul dialogo per la liberalizzazione dei visti, sulla gestione delle frontiere, sull'energia e su nuovi colloqui ad alto livello entro la fine dell'anno (MFA Türkiye).

Il presidente Erdoğan ha aggiunto la richiesta politicamente più delicata: l'inclusione della Turchia nelle iniziative europee di difesa, compreso SAFE, il nuovo strumento UE da 150 miliardi di euro per la spesa militare (Marine & Océans/AFP, Council). L'accesso ai finanziamenti europei per la difesa è il punto più sensibile sul tavolo, perché indirizzerebbe denaro europeo verso l'industria militare di un Paese non membro; e nel Consiglio, dove le decisioni in materia di difesa richiedono l'unanimità, basta un solo governo dell'UE per bloccarlo.

Ogni voce ha una serratura diversa. La modernizzazione dell'unione doganale richiede un mandato negoziale del Consiglio: la Commissione lo propose nel 2016, ma il Consiglio non lo ha mai adottato (EU trade policy). I viaggi senza visto dipendono dal rispetto, da parte della Turchia, di condizioni fissate anni fa (Commission). I dialoghi tecnici su migrazione o commercio, invece, possono riprendere con attriti assai più limitati.

Chi può bloccare cosa

Cipro e Grecia vogliono che ogni dossier UE-Turchia sia condizionato ai progressi su Cipro. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides e il presidente del Consiglio europeo António Costa hanno convenuto che le relazioni UE-Turchia non possano avanzare separatamente dalla questione cipriota (Cyprus Mail). Il viceministro degli Esteri greco Tasos Chatzivasileiou ha tracciato la linea rossa: niente accesso ai fondi europei per la difesa a un Paese che mantiene un casus belli, cioè una minaccia permanente di guerra sulle acque territoriali greche, contro uno Stato membro dell'UE e che occupa parte del territorio di uno Stato membro (Proto Thema). Il premier Kyriakos Mitsotakis ha insistito sul «coordinamento assoluto» tra Atene e Nicosia (Newsit).

La loro leva esiste, ma non pesa allo stesso modo su tutti i capitoli. Sull'unione doganale e sull'accesso alla difesa, Atene e Nicosia possono bloccare le decisioni in Consiglio. Sulla gestione dei visti, sul dialogo commerciale e sulla cooperazione migratoria, invece, non possono chiudere ogni canale.

È in questo spazio che si muovono le altre capitali. Prima della visita ad Ankara, Kallas ha definito la Turchia «un partner chiave su sicurezza, migrazione ed energia» (Euronews). Giorgia Meloni ha discusso con Erdoğan di migrazione e Libia prima della NATO, mentre la stampa italiana ha indicato che Roma preferirebbe intese flessibili a scadenze rigide legate a Cipro (Il Tempo). La Bulgaria, il cui confine con la Turchia è diventato dal gennaio 2025 una frontiera terrestre esterna pienamente Schengen, ha bisogno della cooperazione di Ankara su migrazione e transito (Council).

Questi governi non sostengono la posizione turca su Cipro. Ma hanno bisogno della Turchia su migrazione, energia o trasporti, e per questo resistono all'idea che ogni dossier UE-Turchia debba attendere una svolta cipriota.

Prima dell'incontro ONU

Un possibile incontro estivo sotto l'egida dell'ONU riunirebbe i due leader ciprioti con Grecia, Turchia e Regno Unito per verificare se si possano riavviare negoziati formali. L'ultimo tentativo, a Crans-Montana nel 2017, fallì (UN report S/2017/814, Cyprus Mail). La frattura di fondo non si è spostata. I greco-ciprioti insistono su una federazione bizonale e bicomunitaria; la Turchia e la parte turco-cipriota spingono per l'uguaglianza sovrana o per un quadro a due Stati. L'incontro di Holguín a Bruxelles, rinviato e atteso a metà luglio, dovrebbe preparare il terreno.

La formula del Consiglio europeo, dove i capi di Stato e di governo fissano la direzione politica dell'UE, prevede che le relazioni UE-Turchia avanzino in modo «graduale, proporzionato e reversibile», tenendo Cipro dentro il quadro (European Council). Quel linguaggio serviva a tenere insieme i due campi. Finora il bilancio mostra che l'UE può mantenere Cipro nella formula scritta. Ma solo alcune parti del rapporto si possono davvero fermare, e la Turchia scommette su quelle che restano aperte.

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7/6/2026, 2:09:39 AM
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