Kyiv chiede una scadenza ai tetti agricoli UE

Ukraine accepts a slower entry for its grain, but asks when limits end.
Composizione immagine · tobriefL’Ucraina accetterà limiti temporanei alle vendite agricole e un ingresso graduale nei sussidi europei dopo l’adesione all’UE, ma non restrizioni senza una scadenza, ha detto il ministro dell’Agricoltura Taras Vysotskyi a POLITICO. Questa settimana la Commissione europea ha proposto limiti di questo tipo, senza chiarire se e quando potrebbero terminare. Le conseguenze dell’adesione per gli agricoltori ucraini ed europei dipenderanno da come verrà risolta la questione.
Che cosa ha proposto Bruxelles
In un documento adottato il 6 ottobre, la Commissione ha proposto di valutare come «limitare in misura significativa il sostegno finanziario e l’accesso al mercato per i prodotti agricoli sensibili» (Commission communication). Il testo non indica prodotti specifici, non fissa quote e non prevede una data di scadenza.
La commissaria europea all’Allargamento, Marta Kos, ha detto che l’UE deve proteggere i propri agricoltori. Secondo Euronews, i principali prodotti nel mirino potrebbero essere il grano e gli altri cereali.
Il documento accorpa due limiti distinti. Il primo riguarda le vendite: un membro a pieno titolo può normalmente vendere in tutto il mercato unico, perché i trattati UE vietano le quote negli scambi tra Stati membri (TFEU); un tetto alle vendite escluderebbe da questa regola alcuni prodotti ucraini.
L’UE ha già limitato le importazioni di cereali ucraini, ma quando l’Ucraina non faceva ancora parte dell’Unione. Nel 2023 ha imposto restrizioni su quattro colture in cinque Paesi in prima linea, lasciando poi scadere la misura (Commission). Quel provvedimento riguardava le merci di un Paese terzo alla frontiera e dice poco su un eventuale tetto alle vendite di un membro dell’UE.
Il secondo limite riguarda i fondi: ridurrebbe gli aiuti della Politica agricola comune (PAC), il sistema europeo di sussidi all’agricoltura, senza porre un tetto alle quantità vendute. Il nodo è la scala dei pagamenti. Nel 2024, Bruegel ha stimato che, a regole invariate, l’Ucraina riceverebbe circa 85 miliardi di euro in sette anni: una stima, non un’offerta.
Su questo punto l’UE ha un precedente, ma a tempo. Gli agricoltori dei Paesi entrati nell’Unione nel 2004 partirono dal 25% dei pagamenti diretti riconosciuti ai colleghi dei Paesi già membri e raggiunsero la piena parità nel 2013 (2003 Act of Accession). Vysotskyi dice che Kiev accetterebbe un percorso graduale simile, purché abbia una fine.
Chi deve dare il via libera
Il documento della Commissione è solo un punto di partenza. Prima che un limite diventi vincolante, i governi degli Stati membri dovrebbero concordare le condizioni negoziali dell’UE; l’intesa finale verrebbe poi inserita nel trattato di adesione.
In base all’articolo 49 del trattato sull’UE, ogni governo nazionale deve approvare il trattato, il Parlamento europeo deve dare il proprio consenso e ciascuno Stato deve ratificarlo (Article 49 TEU). Anche l’Ucraina deve firmarlo: ogni capitale europea ha quindi un veto, così come Kiev.
La pressione si vede soprattutto in Polonia. L’emittente polacca RMF24 ha presentato il piano come una risposta a una richiesta centrale di Varsavia, sostenendo che senza questa misura la Polonia farebbe fatica a sostenere l’adesione. È la lettura di una testata polacca, non una posizione ufficiale del governo.
Chi pagherebbe il costo di un tetto alle vendite
Un tetto alle vendite non proteggerebbe allo stesso modo tutto il settore agricolo europeo. Nel 2024 le importazioni di cereali ucraini nell’UE valevano 4,4 miliardi di euro, secondo Eurostat. Spagna, Paesi Bassi e Italia ne hanno assorbito quasi l’80%, soprattutto per i mangimi e la trasformazione industriale (OSW).
Un tetto permanente proteggerebbe i produttori di cereali vicini al confine orientale dell’UE. Gli allevamenti e gli impianti di trasformazione più a ovest potrebbero invece dover sostenere costi maggiori per le materie prime, a seconda di come fosse disegnato il limite. La riduzione dei sussidi solleva una questione distinta: come ripartire i futuri bilanci agricoli europei, che non sono ancora stati definiti.
La Commissione dice che inserirà queste disposizioni nella bozza delle condizioni negoziali su agricoltura e fondi regionali (Commission communication). Per ora non è stato proposto alcun limite vincolante. Alla luce di quanto emerso finora, un tetto permanente alle vendite dovrebbe comunque figurare in un trattato che l’Ucraina deve firmare, mentre il ministro dell’Agricoltura ha già detto che Kiev, al momento, lo esclude.
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