L’Ucraina ferma quattro missili su 39

Ukraine’s air defences await interceptors as ballistic attacks continue.
Composizione immagine · tobriefLe difese aeree ucraine hanno abbattuto quattro dei 39 missili che la Russia ha lanciato su traiettoria balistica nell’attacco iniziato la sera del 13 ottobre e proseguito fino alla mattina successiva (General Staff, Ukrinform). Il 15 ottobre CNN, citando una fonte anonima, ha riferito che l’Ucraina ha esaurito gli intercettori dei sistemi Patriot di fabbricazione statunitense (CNN), ma nessun funzionario ucraino, statunitense o della NATO ha confermato la notizia. I dati indicano una grave lacuna nella difesa dagli attacchi balistici, senza dimostrare che tutte le batterie siano a corto di missili; gli alleati in grado di colmarla non hanno indicato tempi.
Una batteria Patriot comprende un radar che individua i missili in arrivo, un posto di comando che seleziona i bersagli, i lanciatori e gli equipaggi addestrati. L’intercettore è il missile che sale e distrugge la testata in arrivo. Senza intercettori, il radar continua a rilevare l’attacco e gli equipaggi restano ai posti, ma nulla può fermare i missili.
Alcuni dei missili sfuggiti alle difese non hanno raggiunto i bersagli; altri hanno colpito centrali elettriche a Kyiv e infrastrutture energetiche a Kharkiv, mentre l’attacco ha ucciso civili nella capitale (CNN). La raffica ha chiuso una settimana di attacchi alla rete elettrica, dopo il fallimento di una proposta di tregua sugli obiettivi energetici (To Brief).
Cosa dicono e cosa non dicono i dati
Il servizio di CNN non fornisce un inventario, un quadro delle singole batterie né una suddivisione per tipo di missile. La distinzione conta, perché i Patriot possono lanciare più tipi di intercettore: il più recente PAC-3 MSE è progettato per distruggere i missili balistici colpendoli direttamente (Lockheed Martin).
Dire che «i Patriot sono finiti» potrebbe quindi significare che in alcune postazioni mancano i missili adatti. I dati dell’aeronautica ucraina rendono plausibile quanto riferito da CNN, ma non dimostrano che ogni mancata intercettazione sia dovuta alla carenza di missili.
Chi decide sui rifornimenti
Ci sono due modi per fornire missili già disponibili. Nel primo, gli alleati europei pagano le forniture statunitensi di cui l’Ucraina ha bisogno e Washington le invia. Parlando di questo canale il 14 ottobre, il segretario generale della NATO Mark Rutte non ha indicato né quanti Patriot sarebbero stati consegnati né quando (NATO). A pagare sono gli europei, ma i missili e la decisione di spedirli restano in mano agli Stati Uniti.
La seconda strada passa dagli arsenali europei. I missili Patriot sono di fabbricazione statunitense, quindi un alleato che voglia cedere all’Ucraina i propri deve ottenere l’autorizzazione degli Stati Uniti (US State Department). Washington ha così un secondo strumento di pressione, mentre spetta a ciascuna capitale europea decidere se offrire le proprie scorte.
Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’UE, può sollecitare i governi a cedere missili, ma non può impegnare le loro scorte. Ha proposto di inviare subito missili PAC-2 o PAC-3, ricevendo in seguito rifornimenti in sostituzione; dopo una riunione del 28 settembre, ha dichiarato che non erano arrivate nuove promesse (TVP World).
La Germania è l’unico governo ad aver annunciato una donazione. L’8 settembre il ministero della Difesa guidato da Boris Pistorius si è impegnato a fornire intercettori PAC-2, senza indicare né la quantità né la data di consegna (German Defence Ministry).
C’è una ragione per cui i paesi donatori esitano: usano i Patriot anche per le proprie missioni. Nel maggio 2026 i Paesi Bassi hanno prolungato fino all’inizio di dicembre dello stesso anno il dispiegamento dei Patriot a protezione dell’hub NATO in Polonia da cui transitano gli aiuti diretti in Ucraina (Dutch Defence). Ogni missile inviato a Kyiv è un missile in meno per quell’hub.
Francia e Italia utilizzano un sistema diverso, il SAMP/T, che lancia missili Aster 30. A luglio 2026 i due paesi si sono impegnati a inviare altri Aster all’Ucraina entro ottobre, senza precisarne il numero; nessuna autorità ha confermato che siano stati consegnati (Élysée).
L’Europa finanzia gran parte della difesa ucraina dai missili balistici, ma non ne controlla le forniture. L’Ucraina ha documentato una grave lacuna nelle intercettazioni; la notizia di CNN sull’esaurimento dei Patriot resta senza conferma e gli alleati non hanno annunciato rifornimenti con quantità e date che rispondano a quella carenza. La prossima mossa spetta a Washington, che decide le spedizioni e le autorizzazioni, e ai governi europei con scorte disponibili, a cominciare da Berlino, che deve ancora indicare una quantità e una data.
Details about this article
- Model:
- claude-opus-5-5
- Generated:
- 10/16/2026, 1:33:23 AM
- Pipeline run:
- eu_pipeline_20261016_005006
- Watermark:
- SynthID (Google's invisible watermark)
- Human review:
- None before publication