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EU_PUBLIC_AFFAIRS04 / 05 · storia del giorno3 min · 684 parole · 49 fonti

Ucraina esclusa dal canale di Vienna

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Scritto dall IAto brief AI · 8 agosto 2026, 02:50
Come è stata scritta

Europe tests a path to peace beyond Ukraine’s hearing.

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il testo · 3 min di lettura

A luglio, ex alti funzionari di Regno Unito, Francia e Germania hanno incontrato a Vienna un interlocutore russo non identificato per sondare le condizioni di possibili colloqui di pace sulla guerra in Ucraina, secondo Bloomberg. Nessun governo ha rivendicato l'iniziativa. Il partecipante russo non ha un nome pubblico. L'episodio appartiene a quella zona grigia della diplomazia riservata in cui si discute della fine di una guerra senza il Paese che quella guerra la sta combattendo.

Ex funzionari, nessun mandato formale

Bloomberg ha indicato tre partecipanti occidentali: Tim Barrow, ex consigliere per la sicurezza nazionale britannica; Markus Ederer, già segretario di Stato tedesco e ambasciatore dell'UE in Russia; Pierre Vimont, diplomatico francese di lungo corso ed ex segretario generale del Servizio europeo per l'azione esterna, il braccio diplomatico dell'Unione. Tutti hanno ricoperto incarichi tali da renderli figure riconoscibili e, agli occhi di Mosca, potenzialmente credibili.

L'incontro sarebbe stato organizzato dal Centre for Humanitarian Dialogue, una ONG svizzera specializzata nella mediazione dei conflitti (Bloomberg). Ederer e Vimont siedono nel consiglio dell'organizzazione (Gândul). È un dettaglio che pesa, perché rende meno netta la distinzione tra la partecipazione a titolo personale e l'uso di profili diplomatici informali da parte di una struttura di mediazione già consolidata.

Sul versante russo, invece, resta il vuoto. Rainer Munz, corrispondente di N-tv, ha ipotizzato che il partecipante potesse essere Alexander Voloshin, ex capo dello staff del Cremlino, presentandola però come una possibilità e non come un'identificazione confermata (n-tv). Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov non ha risposto alla richiesta di commento di Bloomberg.

I governi si sfilano, ma non chiudono il canale

Tutte le capitali coinvolte hanno preso le distanze. Il ministero degli Esteri tedesco ha detto di non averne «keine Kenntnis», cioè alcuna conoscenza, e ha precisato che i colloqui non si sono svolti per conto di Berlino né in coordinamento con il governo (Berliner Zeitung). La Francia ha rifiutato di commentare (Challenges). Londra si è limitata alla formula consueta sul sostegno a una pace «giusta e duratura», senza entrare nel merito degli ex funzionari (The Moscow Times).

I governi, insomma, non fanno proprio il colloquio, ma nemmeno lo sconfessano fino in fondo. Come ha spiegato Telegrafi, incontri di questo tipo non vincolano gli esecutivi e permettono a ex funzionari di esplorare soluzioni che, in un secondo momento, possono arrivare alle autorità in carica. Per Londra, Parigi e Berlino è una forma di negabilità plausibile. Per Mosca, è comunque un canale.

A Est il segnale è letto come un allarme

La stampa francese e tedesca ha trattato Vienna soprattutto come diplomazia esplorativa. In Polonia, invece, l'episodio è stato letto come una minaccia.

L'ex ambasciatore polacco Jerzy Marek Nowakowski ha definito l'incontro «not a good signal», sostenendo che un canale con Mosca non sia nell'interesse della Polonia e che l'assenza polacca «does not serve us» (Fakt). Onet ha collegato Vienna a un altro incontro riservato, avvenuto a Baku sempre a luglio, al quale avevano partecipato altri ex funzionari tedeschi e russi. Due riunioni informali in un mese, entrambe con ex funzionari tedeschi, entrambe senza l'Ucraina e senza gli Stati del fianco orientale: è la ripetizione a trasformare il caso isolato in uno schema.

Vienna è arrivata anche poco dopo che Regno Unito e Francia, co-presidenti della Coalition of the Willing, l'alleanza di sostegno militare all'Ucraina, avevano ribadito che qualsiasi pace dovesse prevedere la «piena e continua partecipazione» di Kyiv. La Dichiarazione di Kyiv di luglio ha fissato il principio in modo ancora più netto: nessuna decisione che riguardi l'Ucraina può essere presa senza l'Ucraina.

L'incontro di Vienna non ha prodotto una decisione. Ma sondare le condizioni di futuri negoziati di pace mentre l'Ucraina è assente e l'interlocutore russo resta anonimo mette alla prova proprio il principio che quella formula dovrebbe proteggere. Le tre maggiori potenze europee non possono continuare a ripetere che nulla si decide senza Kyiv lasciando senza spiegazioni il fatto che ex alti funzionari sondino le posizioni di Mosca fuori dal campo visivo ucraino. A Kyiv e al fianco orientale qualcuno deve dire che cosa stiano producendo questi canali e chi, se qualcuno, li abbia autorizzati.

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8/8/2026, 1:51:28 AM
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