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EU_PUBLIC_AFFAIRS02 / 08 · storia del giorno3 min · 623 parole · 147 fonti

Gli USA dimezzano i bombardieri NATO

Scritto dall IAto brief AI · 1 giugno 2026, 03:50
Come è stata scritta

A landscape of access remains for a force that is no longer there.

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il testo · 3 min di lettura

L'apparato militare americano sta riducendo la presenza in Europa più rapidamente di quanto gli alleati si aspettassero, e i tagli più rilevanti aggirano proprio il vincolo legale che il Congresso aveva costruito per impedire una ritirata di questo tipo. Washington sta ridimensionando le forze promesse al dispositivo Nato per la pianificazione delle crisi: bombardieri strategici dimezzati, caccia ridotti di un terzo, sottomarini azzerati. Sono tagli che passano per canali esecutivi, senza bisogno di un voto del Congresso, e che lasciano le capitali europee a rincorrere vuoti che non potranno colmare prima del 2029.

Due canali, uno senza protezione

Per capire perché i funzionari europei siano in allarme bisogna distinguere tra due forme di presenza militare americana. La prima riguarda le truppe fisicamente stanziate in Europa, oggi circa 80.000. Il Congresso ha fissato una soglia minima di 76.000 militari nella Section 1249 della NDAA, la legge annuale di autorizzazione della difesa statunitense: sotto quel livello, il Pentagono deve certificare ai parlamentari che i tagli non danneggino la sicurezza degli alleati. È questo il paracadute che di solito finisce nei titoli.

Il NATO Force Model pesa di più. Registra ciò che ogni alleato si impegna a inviare in caso di crisi: forze che partirebbero dalle basi nazionali entro 10, 30 o 180 giorni. Qui decide l'esecutivo. Nessuna legge lo limita. Quando il 22 maggio l'inviato del Pentagono Alexander Velez-Green ha informato i funzionari Nato, ha presentato tagli proprio in questa categoria: bombers halved, a third fewer fighters, zero submarines, reduced tankers and destroyers (CDE News). Il Pentagono ha confermato le cifre, ma non ha indicato tempi.

Il 30 maggio Welt am Sonntag ha scritto che il ritiro procederebbe faster than previously communicated, without the transition period European governments had assumed. Un diplomatico Nato ha detto a Reuters che il ritmo «dipenderà dalla capacità degli altri di presentare alternative», aggiungendo che «non tutto è ancora definitivamente deciso, nemmeno negli Stati Uniti».

Un vuoto che il denaro da solo non basta a colmare

La scala di ciò che l'Europa dovrebbe sostituire supera sia i bilanci sia le linee produttive. Nel 2025 l'IISS ha stimato che replicare le capacità convenzionali americane nel teatro euro-atlantico costerebbe $226–344 billion in platforms alone, approaching $1 trillion over 25 years. La valutazione del Kiel Institute del maggio 2026 colloca il prezzo di un'autonomia significativa, non piena, a roughly €50 billion annually for a decade. Solo il deficit di caccia richiede 350–400 additional combat aircraft che le fabbriche europee non riusciranno a consegnare prima della metà degli anni Trenta.

Due risposte mostrano quanto siano diverse le strade imboccate dalle capitali europee. La Francia sta allargando l'ombrello nucleare attraverso quella che chiama «dissuasion avancée», deterrenza avanzata: un quadro in cui i Paesi partner si collocano sotto la garanzia nucleare francese senza condividere alcun controllo sulla decisione di lancio. Il 27 maggio la Norvegia è diventata il ninth country to join attraverso l'Accordo di Narvik. Sul piano convenzionale, Germania e Paesi Bassi stanno assuming command responsibility for the defence of Estonia and Latvia tramite il 1st German-Netherlands Corps, trasferendo di fatto la guida della difesa baltica da Washington a mani europee.

La finestra 2027-2029

Entrambe le mosse mettono a nudo lo stesso problema: i tempi. Il capo di stato maggiore polacco ha confermato i lavori su armi nazionali per attacchi in profondità, ma ha acknowledged "at least two years" before first results. L'EU Institute for Security Studies avverte che la cancellazione dello schieramento dei Tomahawk in Germania «rimuove una componente chiave della deterrenza europea» proprio in quelli che definisce «anni di transizione militare». Il Carnegie Endowment osserva che gli Stati baltici fear the withdrawal will come "before Europe manages to fill its defense gaps".

Tutte le valutazioni convergono sulla stessa finestra vulnerabile: dal 2027 al 2029, quando le riduzioni americane peseranno di più mentre i rimpiazzi europei resteranno ancora lontani. Il prossimo passaggio arriverà all'inizio di giugno, alla Force Sourcing Conference della Nato, dove i Paesi europei dovranno dichiarare quali vuoti americani intendano coprire. Washington ha costruito la sequenza in modo da porre gli alleati davanti a una scelta binaria: impegnarsi pubblicamente a colmare lacune che non possono ancora colmare, oppure presentarsi al vertice di Ankara di luglio a mani vuote.

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6/1/2026, 2:55:29 AM
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