Il Pentagono USA ritira 9,000 soldati e la difesa missilistica da Germania e Polonia

The long-range missile shield shrinks to a miniature as US security guarantees are withdrawn.
Composizione immagine · tobriefL’ordine di sicurezza transatlantico costruito dal 1949 si sta smontando per memorandum del Pentagono. Nel maggio 2026 gli Stati Uniti hanno ritirato 5.000 soldati dalla Germania, cancellato la rotazione in Polonia di una brigata corazzata da 4.000 uomini e archiviato il piano per schierare missili da crociera Tomahawk sul suolo europeo. L’effetto combinato riporta la presenza militare americana ai livelli precedenti all’invasione russa dell’Ucraina e apre un vuoto di capacità che nessun Paese europeo potrà colmare prima della fine del decennio.
La corsa bilaterale
Nel giro di pochi giorni almeno cinque alleati NATO del fianco orientale hanno cominciato a sollecitare pubblicamente Washington perché le forze in uscita venissero spostate nei rispettivi territori. Il presidente romeno Nicușor Dan ha dichiarato che il Paese è pronto ad accogliere «quanti più soldati americani possibile», richiamando l’ampliamento da 4 miliardi di euro della base aerea di Mihail Kogălniceanu, vicino al Mar Nero (Capital.ro, Antena3). Più dell’offerta in sé conta la cornice politica: Dan ha proposto una formula che chiama «NATO 3.0», nella quale ogni alleato si impegnerebbe in modo proporzionale, con il 3,5% del PIL più un obbligo aggiuntivo dell’1,5%, per giustificare una maggiore presenza americana. La Romania non chiede soltanto truppe: sta offrendo un’architettura per meritarsi di ospitarle.
La Polonia, che già accoglie circa 10.000 militari statunitensi a rotazione, ha sostenuto pubblicamente che nulla fosse cambiato (insisted publicly that nothing had changed), anche mentre i generali polacchi confermavano che la cancellazione della brigata era reale. La Lituania ha offerto spazio per altri 1.000 soldati. Gli alleati orientali trattano ormai la presenza militare americana come un premio da conquistare con offensive diplomatiche bilaterali, scavalcando di fatto la pianificazione collettiva dell’Alleanza.
Il deficit a lungo raggio
I numeri delle truppe dominano i titoli, ma la cancellazione più silenziosa ha preoccupato di più i pianificatori militari europei. Il Pentagono ha eliminato anche il Long-Range Fires Battalion previsto in Germania, l’unità che avrebbe operato lanciatori terrestri Typhon in grado di sparare missili da crociera Tomahawk oltre i 1.600 km (Typhon ground launchers capable of firing Tomahawk cruise missiles beyond 1,600 km). Era l’unica correzione prevista a un’asimmetria che l’Europa subisce da quando la Russia ha dispiegato a Kaliningrad missili Iskander capaci di portare testate nucleari. Il sistema terrestre tedesco con maggiore gittata arriva a 84 km. L’alternativa europea, il consorzio ELSA per sviluppare un missile comune a lungo raggio, non potrà fornire una capacità iniziale prima della metà degli anni Trenta (cannot deliver initial capability before the mid-2030s).
Berlino ha reagito accelerando l’acquisto diretto di fino a 400 missili Tomahawk e lanciatori Typhon (400 Tomahawk missiles and Typhon launchers directly): in sostanza, tentando di comprare il sistema che gli Stati Uniti non vogliono più stazionare. La Francia ha annunciato 36 miliardi di euro di spesa aggiuntiva per la difesa entro il 2030 (€36 billion in additional defence spending through 2030), compreso un aumento di quattro volte della produzione di munizioni e un deterrente nucleare ampliato, offerto come scudo a otto partner europei.
La miccia legale
La decisione ha innescato la più seria contestazione del Congresso alla postura europea di un presidente americano da decenni. La sezione 1249 del National Defence Authorization Act per l’anno fiscale 2026, la legge annuale che regola la spesa del Pentagono, fissa una soglia minima di 76.000 militari statunitensi in Europa (floor of 76,000 US troops in Europe), superabile solo se il segretario alla Difesa certifichi al Congresso che le riduzioni servano la sicurezza nazionale e che gli alleati siano stati consultati. Nessuna delle due condizioni risulta soddisfatta. Il presidente della commissione Forze armate della Camera, Mike Rogers, ha avvertito che ci sarà «dolore» (pain) se si violeranno i minimi fissati dalla legge. Il deputato Don Bacon ha definito la cancellazione polacca «uno schiaffo in faccia» (a slap in the face) agli alleati più stretti dell’America. La reazione è bipartisan, ma il Congresso non può porre direttamente il veto a un ordine presidenziale di dispiegamento. Gli restano solo restrizioni di bilancio, mentre il calendario del ritiro corre su 6-12 mesi.
Che cosa resta
Il livello formale della deterrenza NATO resta intatto: i battaglioni multinazionali schierati lungo il fianco orientale dal 2016, per un totale di 10.232 militari sotto nazioni quadro europee (totalling 10,232 personnel), non vengono toccati. La brigata tedesca da 5.000 soldati prevista in Lituania resta in calendario per il 2027. Al vertice B9, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha insistito sul fatto che la presenza americana rimanga «vasta e massiccia» (insisted at the B9 summit).
L’intelligence militare olandese ha valutato che la Russia potrebbe essere pronta a mettere alla prova il confine orientale della NATO entro un anno dalla fine delle ostilità in Ucraina (test NATO's eastern boundary within one year of Ukraine hostilities ending). La finestra di rischio più elevato, tra il 2027 e il 2029, coincide esattamente con il periodo in cui le capacità sostitutive europee non esisteranno ancora. L’Europa corre per costruire un’architettura di deterrenza che per decenni ha delegato ad altri, ma il calendario lo detta la ricostituzione militare di Mosca, non i tempi degli appalti europei.
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