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EU_PUBLIC_AFFAIRS08 / 18 · storia del giorno3 min · 760 parole · 50 fonti

Il Senato USA spinge sull’East Med

Scritto dall IAto brief AI · 18 giugno 2026, 03:50
Come è stata scritta

Thousands of legislative gateways accumulate at the port while the physical infrastructure remains absent.

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il testo · 3 min di lettura

A Houston, dove la politica energetica americana incontra la realtà commerciale, Grecia, Cipro, Israele e Stati Uniti hanno lanciato la scorsa settimana una nuova istituzione per coordinare la strategia energetica del Mediterraneo orientale. Pochi giorni dopo, una commissione del Senato Usa ha fatto avanzare un disegno di legge che iscriverebbe la stessa regione tra le priorità strategiche americane. L'architettura politica prende forma; resta da vedere se riuscirà a muovere anche il gas.

Una piattaforma permanente e una legge ancora in cammino

L'Eastern Mediterranean Energy Center (EMEC) ha aperto il 12 giugno al Baker Institute della Rice University, dopo una riunione ministeriale tra il segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, e gli omologhi di Grecia, Cipro e Israele (Politis, Morningstar). L'EMEC trasforma il formato 3+1, cioè il quadro di cooperazione che collega Grecia, Cipro e Israele a Washington, da sequenza di vertici periodici a piattaforma stabile per ricerca, contatti d'investimento e protezione delle infrastrutture (GreekReporter, CNA).

Il 17 giugno, la Commissione Esteri del Senato ha esaminato l'Eastern Mediterranean Gateway Act (S.4443), promosso dai senatori Cory Booker e Dave McCormick (Senate Foreign Relations Committee). Alcuni media greci, tra cui ProtoThema e News247, hanno presentato il passaggio come un'approvazione del Senato, ma il via libera in commissione resta solo una fase iniziale: perché un disegno di legge diventi legge federale servono il voto di entrambe le Camere e la firma del presidente (US Senate).

Che cosa farebbe, in concreto, il testo? Indirizzerebbe il Dipartimento di Stato a trattare il Mediterraneo orientale come priorità, rilanciando il formato 3+1. Sosterrebbe il corridoio IMEC, la rotta commerciale India-Medio Oriente-Europa pensata anche come risposta agli investimenti infrastrutturali cinesi. Imporrebbe inoltre aggiornamenti periodici al Congresso (FDD Action). Non risultano però elementi pubblici che indichino stanziamenti per cantieri, finanziamenti a gasdotti o garanzie sulla capacità di esportazione.

Inserire una regione tra le priorità strategiche americane significa fissare l'attenzione della burocrazia e dare al Congresso un ruolo ricorrente di controllo. Il nodo energetico, però, sta altrove.

Egitto: il ponte che consuma

Cipro dispone di scoperte offshore confermate, con fonti cipriote che stimano risorse complessive intorno a 20.000 miliardi di piedi cubi (Cyprus Mail). Nessuno di questi giacimenti è collegato direttamente all'Europa. La via passa dall'Egitto, che gestisce gli unici impianti di liquefazione della regione, a Idku e Damietta, con una capacità nominale combinata di circa 16,7 miliardi di metri cubi l'anno (EnterpriseAM).

Tutti i grandi operatori occidentali attivi nelle acque cipriote dipendono da quegli impianti egiziani. Chevron e Shell progettano di convogliare il gas di Aphrodite verso Port Said. Eni e TotalEnergies puntano a usare la stessa infrastruttura per Cronos. ExxonMobil e QatarEnergy hanno firmato un accordo con l'Egitto per il trattamento del gas dei giacimenti Glaucus e Pegasus (JPT/SPE). Il collo di bottiglia è unico, ed è egiziano.

La complicazione è che l'Egitto stesso sta gestendo deficit di gas e importazioni di GNL per coprire il fabbisogno interno (Ahram Online). Che i volumi ciprioti arrivino agli acquirenti europei, o servano invece a stabilizzare i bilanci energetici egiziani, dipenderà dalle decisioni finali d'investimento e dalle clausole di priorità domestica del Cairo, sulle quali nessuna legge americana può decidere.

Che cosa ottiene l'Europa, e che cosa no

Per l'Europa sud-orientale, l'impianto diplomatico è reale ma incompleto. La Romania presenta il gas del Mar Nero e il corridoio verticale Grecia-Bulgaria-Romania come la propria strada verso lo status di hub (HotNews). Il Great Sea Interconnector, il cavo elettrico sottomarino previsto tra Cipro, Grecia e, in prospettiva, Israele, porrebbe fine all'isolamento di Cipro dalla rete elettrica dell'UE, ma dipende dai finanziamenti europei, non da Washington (Cyprus Mail). L'Italia resta fuori dal nucleo 3+1, ma è esposta in modo diretto attraverso le attività di ENI in Egitto e a Cipro.

L'UE, dal canto suo, tace in modo vistoso. La verifica non ha trovato dichiarazioni della Commissione o del Consiglio che accolgano il Gateway Act come strumento di sicurezza energetica europea, anche se il linguaggio del progetto richiama da vicino la retorica del Global Gateway di Bruxelles su connettività e diversificazione.

I politici vendono il Mediterraneo orientale come porta d'accesso all'Europa, ma la porta effettiva è l'Egitto, mentre il vero collo di bottiglia europeo potrebbe stare nei finanziamenti alle reti e nell'economia del GNL più che nelle dichiarazioni strategiche di Washington. Il bilancio e il programma di lavoro dell'EMEC non sono ancora pubblici, il Gateway Act non è ancora legge e i giacimenti attendono ancora le decisioni finali d'investimento. L'architettura politica procede più in fretta dei tubi che pretende di descrivere.

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6/18/2026, 3:14:55 AM
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