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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 05 · storia del giorno3 min · 714 parole · 45 fonti

Caso Usmanov, l’UE guadagna sette giorni

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Scritto dall IAto brief AI · 15 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Two national objections barricade Europe’s sanctions renewal once again.

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il testo · 3 min di lettura

La lista nera dell’UE con i cittadini russi sottoposti a sanzioni sarebbe scaduta alla mezzanotte del 15 settembre. Fallita la riunione mattutina degli ambasciatori europei, nel pomeriggio è arrivata un’intesa politica su una proroga-ponte di sette giorni, che mantiene in vigore tutte le designazioni fino al 22 settembre (Interfax-Ukraine, European Pravda). La soluzione conserva per ora tutti i nomi nell’elenco, ma lascia aperto il contrasto che ha causato il rinvio: secondo fonti diplomatiche, Francia e Slovacchia negano il consenso al consueto rinnovo finché il Consiglio, nel quale i governi degli Stati membri assumono le decisioni vincolanti dell’UE, non revochi le sanzioni contro il miliardario russo Alisher Usmanov (Politico).

Gli ambasciatori possono concordare politicamente un testo, che tuttavia deve ancora ricevere l’adozione formale del Consiglio. L’Irlanda, titolare della presidenza semestrale di turno, ha mediato il compromesso, ma non può imporlo a nessuno dei due governi (Council of the EU).

Perché due governi possono bloccare il rinnovo per tutti

Il regime sanzionatorio si rinnova all’unanimità, sicché basta il veto di un solo governo per fermarlo. La Slovacchia disponeva già da sola del potere giuridico necessario; l’intervento francese non ha cambiato i numeri, ma ha reso politicamente più difficile isolare il dissenso, trasformando l’obiezione di un singolo paese in uno scontro sostenuto da uno dei principali Stati membri.

La Francia ha accettato la proroga temporanea, ma, stando ai diplomatici, continua a subordinare un rinnovo più lungo alla cancellazione di Usmanov dalla lista. La delegazione francese ha spiegato agli altri ambasciatori: «Siamo di fronte a una specifica questione di sicurezza nazionale e desideriamo rispondere positivamente ai partner internazionali che ci hanno contattato in merito al signor Usmanov», senza fornire ulteriori dettagli. Nessun esponente istituzionale francese ha rivendicato pubblicamente la richiesta e il ministero degli Esteri non ha voluto commentare (Euronews).

La Slovacchia chiede che, insieme a Usmanov, venga depennato anche l’oligarca Mikhail Fridman e si oppone inoltre alla proposta di portare da sei a dodici mesi la durata dei rinnovi (Euronews). Bratislava avanzò una richiesta analoga a marzo, salvo ritirarla all’ultimo momento (LRT).

La pista azera

L’ipotesi più concreta riconduce la posizione francese all’Azerbaigian. EUobserver ha riferito che Baku avrebbe esercitato pressioni in favore di Usmanov e che trattiene il cittadino francese Martin Ryan con l’accusa di spionaggio, mentre Parigi ne chiede il rimpatrio. Alcuni diplomatici hanno quindi ipotizzato uno scambio tra la revoca delle sanzioni e la liberazione del detenuto, ma si tratta di una pista, non di un fatto accertato: nessun documento francese, azero o dell’UE conferma l’esistenza di un accordo.

Nel febbraio 2024 il Tribunale dell’UE ha respinto il ricorso di Usmanov, confermandone l’inserimento nella lista in quanto imprenditore di primo piano attivo in settori che generano entrate consistenti per lo Stato russo (General Court). La sentenza non impone dunque alla Francia alcun obbligo giuridico di chiederne la rimozione: quella di Parigi è una richiesta politica, non l’esecuzione di un ordine giudiziario.

Che cosa accade il 22 settembre

In mancanza di un accordo entro la scadenza, le conseguenze seguirebbero due percorsi giuridici distinti. Il divieto di viaggio, fondato su una decisione di politica estera che prevede una scadenza (Decision 2014/145/CFSP), cesserebbe di avere effetto; il congelamento dei beni, invece, discende da un regolamento separato (Regulation 269/2014), privo di un’analoga clausola di decadenza e direttamente vincolante in tutti gli Stati membri. Il primo verrebbe quindi meno, mentre il secondo resterebbe nell’ordinamento finché il Consiglio non lo abrogasse o intervenisse un giudice.

A luglio la Grecia ha adottato la stessa tattica, negando il consenso al pacchetto europeo di sanzioni finché gli altri governi non hanno accettato un’esenzione per gli operatori legati alla navigazione greca che trasportano GNL russo (Al Jazeera). Il meccanismo non cambia: l’unanimità consente a ogni governo di trasformare un interesse nazionale circoscritto in una leva sull’intera UE. Ora, però, questo potere contrattuale è passato dalle deroghe settoriali al rinnovo ordinario delle sanzioni contro singole persone.

La proroga di sette giorni ha dimostrato che tutti gli Stati membri preferiscono la continuità a un’interruzione, non che il regime sia stabile. Secondo i diplomatici, la Francia continua a legare il rinnovo della lista nera alla rimozione di Usmanov, senza chiarire pubblicamente quale interesse di sicurezza sia in gioco. Il 22 settembre gli stessi attori torneranno al tavolo con le medesime leve e ancora meno tempo.

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9/15/2026, 1:43:01 AM
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