Il caso Usmanov blocca la lista UE

One disputed name buries Europe’s renewal of thousands of sanctions.
Composizione immagine · tobriefLa lista nera dell’UE, che comprende i cittadini russi sottoposti a sanzioni, scadrà martedì 15 settembre. Dopo tre tentativi falliti, lunedì gli ambasciatori proveranno nuovamente a rinnovarla; a bloccare l’intesa sarebbe la Francia, che si sarebbe unita alla Slovacchia nel chiedere la cancellazione dell’oligarca Alisher Usmanov dall’elenco (Euronews, European Pravda).
Poiché il rinnovo richiede l’unanimità del Consiglio dell’UE, nel quale i governi nazionali decidono in materia di politica estera, basta il veto di una sola capitale per fermarlo. Francia e Slovacchia possono quindi usare il dissenso su un unico nome come leva sull’intera lista.
Che cosa chiedono Francia e Slovacchia
La Slovacchia vuole che vengano cancellati due oligarchi, Usmanov e Mikhail Fridman, e si oppone inoltre al passaggio da rinnovi semestrali a rinnovi annuali. Secondo Euronews, che cita quattro diplomatici, la Francia avrebbe proposto un compromesso: togliere Usmanov dalla lista, mantenervi Fridman e ottenere così il consenso slovacco. L’iniziativa avrebbe suscitato «enorme frustrazione» tra gli altri governi. Un portavoce della rappresentanza francese presso l’UE ha dichiarato a Euronews che Parigi sostiene il rinnovo delle sanzioni, senza però entrare nel merito del negoziato (Euronews). Anche Rikard Jozwiak, responsabile per l’Europa di RFE/RL, ha riferito separatamente della richiesta su Usmanov (Čas).
Gli ambasciatori non hanno raggiunto un accordo né il 9 settembre (Censor.NET) né l’11 settembre (European Pravda). Nessun documento ufficiale del Consiglio conferma, tuttavia, la posizione francese.
Il nodo delle prove
Durante il rinnovo il Consiglio può cancellare un nome, come ha già fatto in passato (Decision 2025/528, EEAS), ma deve comunque fondare la scelta su argomenti giuridicamente difendibili. Nel febbraio 2024 il Tribunale dell’UE, competente sui ricorsi contro le sanzioni, confermò l’inserimento di Usmanov nella lista, ritenendo sufficienti gli elementi che lo qualificavano come imprenditore di primo piano in settori capaci di generare entrate per Mosca (EUR-Lex).
Nel giugno 2026 un tribunale di Francoforte ha stabilito, in un procedimento distinto, che le autorità tedesche non erano riuscite a dimostrare che Usmanov possedesse o controllasse il superyacht Dilbar (taz, Weser-Kurier). La proprietà di quell’imbarcazione, però, non è mai stata il criterio alla base delle sanzioni: resta valida la motivazione legata alle attività economiche, già confermata dal giudice europeo.
Stando agli elementi pubblicamente disponibili, né la Francia né la Slovacchia hanno dimostrato che il fondamento giuridico dell’inserimento di Usmanov sia venuto meno; eventuali prove discusse a porte chiuse non sono state rese note.
Che cosa scade e che cosa resta in vigore
Le sanzioni individuali dell’UE poggiano su due strumenti. I governi adottano anzitutto una decisione di politica estera che impone divieti di viaggio e congelamenti patrimoniali; un regolamento rende poi questi ultimi vincolanti per banche, imprese e autorità nazionali. La decisione ha una data di scadenza, il regolamento no.
Se anche il tentativo di lunedì fallisse, decadrebbe la decisione che autorizza i divieti di viaggio e i congelamenti patrimoniali, mentre resterebbe formalmente in vigore il regolamento che applica questi ultimi attraverso il sistema finanziario. Ne deriverebbe un’anomalia giuridica: lo strumento esecutivo sopravvivrebbe alla base di politica estera sulla quale poggia (Decision 2014/145, Regulation 269/2014). Non esistono precedenti che indichino come i tribunali e gli uffici di compliance affronterebbero una simile lacuna.
Le più ampie sanzioni contro il petrolio, la finanza e la tecnologia russi dipendono da atti giuridici distinti e non sono in pericolo (Council). La scadenza colpirebbe dunque le misure individuali, non l’intera architettura delle sanzioni contro la Russia.
La regola dell’unanimità tutela gli Stati più piccoli dal rischio di essere messi in minoranza sulla politica estera, ma consente anche a una sola capitale di tenere in ostaggio un’intera lista per ottenere la cancellazione di una persona. Francia e Slovacchia hanno tempo fino a lunedì per presentare una ragione giuridica che giustifichi la rimozione di Usmanov, al di là del fatto che il suo nome sia diventato il prezzo del consenso.
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- 9/12/2026, 1:46:20 AM
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