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EU_PUBLIC_AFFAIRS15 / 18 · storia del giorno3 min · 725 parole · 25 fonti

Fenech a processo per l’omicidio Galizia

Scritto dall IAto brief AI · 3 luglio 2026, 10:40
Come è stata scritta

The trial of a suspected mastermind begins while the systemic rot remains set in stone.

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il testo · 3 min di lettura

Quasi nove anni dopo l’autobomba che uccise la giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia, l’uomo accusato di averne ordinato l’assassinio è comparso questa settimana davanti a una giuria. Yorgen Fenech, uno degli imprenditori più ricchi di Malta, deve rispondere dell’accusa di aver pagato circa 150.000 euro ai sicari incaricati dell’omicidio (The Guardian, BBC). Lui nega ogni addebito. È il punto più avanzato a cui sia arrivato finora il procedimento contro chi, secondo i pm, stava sopra gli esecutori materiali. Ma un’aula di tribunale può arrivare solo fino a un certo punto.

Che cosa può decidere la giuria, e che cosa no

Nella requisitoria iniziale, l’accusa ha ricostruito una catena diretta: un intermediario, Melvin Theuma, avrebbe negoziato il contratto per l’omicidio; i tre sicari e i fornitori dell’ordigno sono già stati condannati; ora si tratta di stabilire se i pm riusciranno a dimostrare che Fenech ordinò l’assassinio (The Guardian).

Un verdetto, di condanna o di assoluzione, non potrà però sciogliere la domanda più ampia che ha tenuto vivo il caso in tutta Europa: se le istituzioni maltesi abbiano creato le condizioni perché quell’omicidio potesse avvenire. Una distinta inchiesta pubblica, pubblicata nel 2021, concluse che lo Stato maltese doveva “assumersi la responsabilità” di aver alimentato un clima di impunità (Public Inquiry report, Euronews). L’inchiesta chiamò in causa poliziotti che non intervennero sulle minacce contro Caruana Galizia, autorità di vigilanza che distolsero lo sguardo dalla corruzione su cui lei indagava e leader politici che trassero vantaggio dal silenzio. Il processo riguarda la responsabilità penale di un uomo; l’inchiesta riguardava le falle di polizia, regolatori e potere politico. L’uno non sostituisce l’altra.

Le leggi europee che questo caso ha contribuito a far nascere

L’assassinio produsse un effetto raro: costrinse le istituzioni europee ad agire sulla libertà di stampa, non solo a parlarne. Il Parlamento europeo, l’assemblea eletta direttamente dai cittadini dell’Unione, chiese a Malta di attuare le raccomandazioni dell’inchiesta e trattò l’omicidio come un test sulla capacità dell’UE di vincolare uno Stato membro a standard comuni sullo Stato di diritto (European Parliament resolution).

Da quella pressione politica sono nate, almeno in parte, due norme europee. La direttiva anti-SLAPP colpisce le cause abusive usate per intimidire e zittire i giornalisti, ma si applica solo ai casi transfrontalieri, lasciando in larga misura fuori le campagne di molestia giudiziaria interne (EUR-Lex). Il limite non è secondario. Secondo Telex, Caruana Galizia dovette affrontare 43 cause nel corso della carriera, perlopiù avviate davanti ai tribunali maltesi. Il Regolamento europeo sulla libertà dei media introduce invece garanzie sull’indipendenza editoriale e sulla trasparenza della proprietà dei media (EUR-Lex).

Le norme ci sono. Che riescano a cambiare i comportamenti dove il potere locale non ha alcun incentivo a cambiare è un’altra questione. Il monitoraggio indipendente del Centre for Media Pluralism and Media Freedom rileva che Malta non ha ancora attuato integralmente le raccomandazioni dell’inchiesta pubblica (CMPF). La Commissione europea, l’esecutivo dell’UE incaricato di far rispettare il diritto europeo negli Stati membri, può aprire procedure contro i Paesi che non recepiscono le direttive nel diritto nazionale; ma nessun meccanismo giuridico funziona da solo quando la politica interna spinge nella direzione opposta.

Il processo ha avuto eco in tutto il continente, e il modo in cui è stato letto dice molto. In Slovacchia, diversi media lo hanno interpretato alla luce dell’omicidio del giornalista Ján Kuciak nel 2018 e del controverso procedimento contro l’imprenditore Marian Kočner, in cui i tribunali incontrarono difficoltà simili nel provare il ruolo del presunto mandante (Aktuality.sk). In Ungheria, il sito filogovernativo Origo ha raccontato la vicenda come un fatto di cronaca nera estera, privandola del contesto sullo Stato di diritto (Origo). Il processo per l’omicidio di una giornalista può essere seguito con onestà oppure ridotto a un trafiletto di nera. La scelta editoriale mostra come la stampa di un Paese tratti i precedenti europei più scomodi.

Il fascicolo aperto

Corinne Vella, sorella di Caruana Galizia, ha definito l’apertura del processo “un sollievo” (Lovin Malta). Sollievo, non chiusura. La giuria si pronuncerà su Fenech; non dirà quali funzionari e quali intermediari abbiano reso possibile il clima descritto dall’inchiesta; non costringerà Malta a completare riforme che, secondo i monitoraggi indipendenti, restano incompiute; e non chiarirà se le leggi europee sui media possano imporre un cambiamento quando il potere locale non ha interesse a cambiare. L’aula si è aperta. Il conto più difficile resta fuori.

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7/3/2026, 10:30:42 AM
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