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EU_PUBLIC_AFFAIRS09 / 10 · storia del giorno3 min · 721 parole · 34 fonti

Danimarca, PET: nessun sabotaggio accertato

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Scritto dall IAto brief AI · 8 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Denmark warns of more sabotage activity without identifying an attacked factory.

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il testo · 3 min di lettura

La PET, il servizio di sicurezza interna danese, afferma che le operazioni russe contro le aziende della difesa danesi sono aumentate, ma non ha indicato un’azienda, un sito o una spedizione danneggiata che dimostri che sia avvenuto un attacco. Secondo Reuters, l’analista della PET Josefine Christensen ha dichiarato a una conferenza sulla sicurezza a Copenaghen, il 7 ottobre, che l’attività è cresciuta dall’inizio dell’estate e ora punta alla produzione di armi destinata all’Ucraina. Per ora si tratta di una valutazione d’intelligence, non della documentazione di un episodio concreto.

Che cosa ha detto davvero la PET

Le parole di Christensen sono riportate da Reuters, che non ha pubblicato una trascrizione. In primavera, ha detto, la PET aveva osservato «molta pianificazione, ma ben poco portato a termine»; dall’inizio dell’estate, invece, la Russia ha iniziato a fare «molto di più» e ora sta «cercando di colpire obiettivi» (Reuters). Ha anche descritto il reclutamento di persone tramite Telegram e altre piattaforme, spesso con la richiesta iniziale di fotografare un sito.

«Molto di più» non chiarisce che cosa sia accaduto né dove. Potrebbe riferirsi a sorveglianza, preparativi, un tentativo sventato o un’azione contro aziende legate alla Danimarca ma attive all’estero. La PET potrebbe inoltre disporre di informazioni che non può rendere pubbliche. Sono interpretazioni possibili, non fatti accertati.

Le nuove dichiarazioni vanno oltre quanto affermato dalla PET nel comunicato del 5 settembre: allora il servizio aveva descritto piani concreti della Russia e tentativi di reclutare persone in Danimarca perché fotografassero aziende e infrastrutture, soprattutto imprese legate agli aiuti militari all’Ucraina (PET). Non aveva citato episodi che avessero causato danni. To Brief segue da allora gli avvertimenti dell’intelligence danese (To Brief). Sul sito della PET è ancora presente una pagina in inglese secondo cui il servizio non conosce casi specifici di sabotaggio fisico russo in Danimarca (PET), anche se non è chiaro se sia stata pubblicata prima delle dichiarazioni di Christensen.

Dove altri governi hanno fatto nomi

I paesi vicini mostrano perché i governi europei prendano sul serio la minaccia. La procura polacca afferma che nella notte tra il 15 e il 16 novembre 2025 è esplosa una carica di esplosivo C4 sotto un treno merci e sostiene che gli autori lavorassero per i servizi segreti russi (Polish prosecutors). La linea collega Varsavia a Dorohusk, al confine ucraino, ed è importante per i rifornimenti diretti a est. Le informazioni pubblicate parlano di danni lievi e di una breve interruzione del traffico, non di una spedizione militare perduta.

L’Estonia offre il caso di una fabbrica. Il 29 settembre il servizio di sicurezza interna, KAPO, ha attribuito ai servizi di sicurezza russi un incendio doloso appiccato in agosto alla società della difesa Milrem Robotics (KAPO). Il governo tedesco ha formulato un’accusa analoga per un drone dotato di esplosivo, trovato il 4 agosto vicino ad aerei cargo ucraini nell’aeroporto di Lipsia/Halle (German government).

In tutti questi casi le autorità hanno indicato un luogo, una data e un presunto mandante. Nessuna delle dichiarazioni citate sostiene che una consegna diretta in Ucraina sia andata perduta o abbia subito ritardi. Finora la PET non ha indicato nessuno di questi tre elementi.

Chi protegge le fabbriche

La lacuna conta perché la protezione contro il sabotaggio resta una responsabilità nazionale. In Danimarca la PET valuta la minaccia, la polizia sorveglia i siti e la procura persegue i responsabili. Dopo l’esplosione in Polonia, le autorità hanno avviato un’operazione di polizia specifica per proteggere le ferrovie (Polish police). La Danimarca non ha reso noto nulla di paragonabile sui siti da proteggere o sulle misure adottate.

Il silenzio ha conseguenze anche fuori dalla Danimarca. Se la PET ha ragione e la Russia punta alla produzione destinata al fronte ucraino, gli obiettivi servono allo sforzo bellico di Kyiv tanto quanto all’economia danese. I partner che dipendono da quella produzione non possono valutare il rischio sulla base di quanto la PET ha reso pubblico.

I casi polacco ed estone giustificano la prudenza di fronte all’allarme della PET, ma non confermano che in Danimarca sia avvenuto un sabotaggio. Sulla base delle informazioni pubbliche, la PET ha formulato una valutazione credibile della minaccia, non documentato attacchi compiuti sul suolo danese. La PET e il governo danese devono spiegare al pubblico quali operazioni siano passate dalla ricognizione all’attacco e se qualcuna abbia inciso su una consegna diretta in Ucraina.

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