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EU_PUBLIC_AFFAIRS02 / 05 · storia del giorno4 min · 773 parole · 34 fonti

UE: sanzioni triennali in cambio di due oligarchi

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Scritto dall IAto brief AI · 23 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Europe’s common restraint loosens where national law begins.

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il testo · 4 min di lettura

Gli ambasciatori dell’UE avrebbero concordato il 22 settembre di rinnovare per tre anni, anziché per sei mesi, uno degli elenchi di sanzioni del blocco contro la Russia (EFE/Unitel, Il Foglio). Il prezzo sarebbe la rimozione di due miliardari, Mikhail Fridman e Alisher Usmanov. Nessuna delle due modifiche ha ancora valore giuridico. Se le cancellazioni dall’elenco andranno in porto, la sorte dei beni resterà congelata dipenderà dal Paese in cui si trovano.

Cosa è effettivamente in vigore

L’elenco comprende le persone accusate di avere minato l’integrità territoriale dell’Ucraina. È uno dei diversi regimi di sanzioni dell’UE contro la Russia. A sostenerlo sono due atti giuridici. Una decisione di politica estera stabilisce chi viene inserito nell’elenco e sottoposto al divieto di ingresso (Decision 2014/145/CFSP). Un regolamento distinto, il 269/2014, rende il congelamento dei beni vincolante per tutte le banche e le imprese dell’UE.

L’intesa degli ambasciatori non modifica nessuno dei due testi. Il Consiglio, dove i ministri dei 27 governi adottano formalmente le decisioni, deve modificare entrambi gli atti e pubblicarli nella Gazzetta ufficiale, il bollettino giuridico dell’UE. Mercoledì mattina To Brief non aveva trovato alcun atto pubblicato che rendesse effettivi né il rinnovo triennale né le cancellazioni dall’elenco. Fino a quel momento, l’elenco resta in vigore grazie alla proroga-ponte di sette giorni adottata per impedirne la decadenza (To Brief).

Come un veto è diventato una moneta di scambio

Il rinnovo richiede l’unanimità, il che consente a un solo governo di bloccarlo (Article 31 TEU). Ogni scadenza diventa così una leva negoziale. La Slovacchia ha negato per prima il proprio consenso. In seguito la Francia ha chiesto la rimozione di Usmanov, secondo quanto riferito da quattro diplomatici citati da Euronews.

La Lettonia ha usato lo stesso veto per bloccare entrambe le cancellazioni (To Brief). L’accordo riferito lascia intendere che Riga abbia successivamente ritirato la propria obiezione.

La Francia ha invocato la sicurezza nazionale, senza però spiegare quale interesse sarebbe in gioco. La delegazione ha parlato di una «specifica questione di sicurezza nazionale», hanno riferito diplomatici a Euronews. Il 17 settembre un giornalista ha chiesto al ministero degli Esteri perché Parigi volesse rimuovere Usmanov dall’elenco. Il portavoce ha risposto che i negoziati in seno al Consiglio erano riservati (France Diplomatie). Il silenzio ha alimentato le ipotesi dei diplomatici su uno scambio riservato, senza che esista alcun documento a sostegno delle diverse teorie (EUobserver).

I due uomini sono stati trattati come un’unica coppia, ma i rispettivi contenziosi giudiziari seguono percorsi diversi. Il Tribunale dell’UE ha annullato nell’aprile 2024 la prima iscrizione di Fridman per insufficienza di prove, mentre nel febbraio dello stesso anno ha confermato quella di Usmanov (CURIA, T-301/22, CURIA, T-237/22). Se venisse formalizzato, l’accordo rimuoverebbe Usmanov nonostante il fatto che il Tribunale abbia confermato la legittimità della sua iscrizione. Parigi ha perseguito questo risultato, rifiutandosi finora di spiegarlo pubblicamente.

Cosa accade al congelamento dopo la cancellazione

L’inserimento nell’elenco europeo obbliga ogni banca di ciascuno Stato membro a congelare i beni della persona sanzionata. Una misura nazionale, invece, produce effetti soltanto sul territorio del Paese che l’adotta. La legge lettone sulle sanzioni consente a Riga di imporre congelamenti e divieti di ingresso propri (Latvian sanctions law). Tali misure vincolerebbero le banche lettoni, ma non una banca tedesca o italiana che custodisse gli stessi beni.

L’Italia mostra il caso opposto. Il congelamento disposto nel 2022 per alcune ville in Sardegna riconducibili a Usmanov si fondava sull’iscrizione nell’elenco europeo, e non è emerso alcun provvedimento italiano autonomo (Il Foglio). Quando la cancellazione diventerà effettiva, Roma probabilmente non avrà più una base giuridica per mantenere il congelamento delle ville. La Germania si colloca in una posizione intermedia. A giugno un tribunale di Francoforte ha stabilito che le autorità non avevano dimostrato che Usmanov controllasse lo yacht Dilbar; soltanto il ricorso ancora pendente consente di mantenerlo sotto sequestro (taz).

Cosa offre un termine più lungo

Un rinnovo triennale garantirebbe a banche e imprese maggiore prevedibilità, riducendo al tempo stesso le scadenze in corrispondenza delle quali un governo può minacciare l’intero elenco. Il Consiglio potrebbe comunque modificare le singole iscrizioni anche prima della scadenza, e le persone sanzionate conserverebbero il diritto di ricorrere. A diminuire sarebbe il numero dei momenti obbligati in cui tutti i 27 governi devono concordare il mantenimento dei nomi restanti nell’elenco.

Ora il Consiglio deve pubblicare un atto giuridico prima che qualsiasi modifica diventi vincolante. Parigi, dal canto suo, dovrebbe spiegare le ragioni legate alla sicurezza nazionale che finora ha scelto di non rendere pubbliche. Se la cancellazione dall’elenco entrerà in vigore, il mantenimento del congelamento dei beni di Usmanov non sarà più una decisione europea: dipenderà dalla legge del Paese in cui quei beni si trovano.

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