Francia, conto imprese tra €10 e €20 miliardi

French companies face two cost estimates with no published basis for comparison.
Composizione immagine · tobriefIl ministero dell’Economia francese e la principale federazione delle imprese divergono di un fattore due sul costo del bilancio 2027 per le aziende. Il 3 ottobre il ministro dell’Economia Roland Lescure ha quantificato il contributo delle imprese in circa 10 miliardi di euro, giudicando inesatta la stima di Medef, che sfiora i 20 miliardi (Le Figaro). Nessuna delle due parti ha precisato quali misure abbia incluso o quale termine di confronto abbia scelto: non è quindi possibile verificare se i due totali misurino la stessa cosa.
Il presidente di Medef, Patrick Martin, sostiene che il bilancio peggiorerà la situazione economica francese, ma la ricostruzione delle sue posizioni non riporta calcoli dettagliati (Franceinfo). All’inizio della settimana la cifra di 20 miliardi circolava come costo per le imprese, mentre i socialisti minacciavano di bloccare il bilancio (To Brief). Ora ha un autore e il governo la contesta.
Un’imposta che porta entrate, ma costa meno
Il peso di una misura fiscale si può calcolare in tre modi: considerando quanto incassa in un anno, confrontandolo con l’anno precedente oppure con una previsione in cui il governo non cambia nulla. A seconda del criterio, la stessa misura può apparire come un aggravio o come uno sgravio.
La sovrattassa sugli utili delle società ne è un esempio. Si aggiunge all’imposta sui redditi societari e riguarda i gruppi con un fatturato, cioè vendite complessive prima dei costi, di almeno 1,5 miliardi di euro (KPMG). Nata come misura temporanea, la bozza di bilancio la proroga per il terzo anno, ma con aliquote più basse: 15,7% invece del 20,6% per la fascia inferiore e 31,4% invece del 41,2% per i gruppi più grandi (Deloitte Avocats).
Considerata per il gettito che produce, la sovrattassa porterà 5 miliardi di euro nel 2027 (Le Figaro, Reuters via Boursorama). Le Figaro li confronta con una stima precedente di 7,3 miliardi. Rispetto a quel riferimento, la proroga riduce quanto versano i maggiori gruppi francesi. Bercy, il ministero delle Finanze chiamato così dal quartiere parigino in cui ha sede, include comunque la sovrattassa nel totale di 10 miliardi.
Il taglio agli sgravi sui contributi va nella direzione opposta
La seconda misura principale produce l’effetto contrario. In Francia i datori di lavoro versano contributi sociali per pensioni, sanità e assicurazione contro la disoccupazione, in aggiunta ai salari, e molti beneficiano di uno sgravio. La bozza restringe lo sgravio, includendo una quota maggiore della retribuzione nel calcolo dei requisiti: per lo Stato, il risparmio sarebbe di 3,7 miliardi di euro (Bourse Direct/AFP).
Per le imprese che usufruiscono dello sgravio, il costo per dipendente aumenta rispetto alle regole attuali. È dunque un nuovo onere in un senso in cui la sovrattassa non lo è. Sommare gli incassi di un’imposta che si riduce ai risparmi ottenuti restringendo uno sgravio significa mettere insieme due tipi di dato. Entrambi possono essere corretti secondo il criterio adottato, ma senza indicazioni precise non si capisce quale quota dei 10 o dei 20 miliardi uscirà davvero dai conti delle imprese nel 2027.
La cifra più alta di Medef potrebbe dipendere dal conteggio degli incassi lordi di tutte le misure, comprese quelle decise prima di questo bilancio. È un’ipotesi: solo il dettaglio dei calcoli di Medef può confermarla o smentirla. Anche il modo in cui il governo presenta i propri numeri lascia spazio a criteri diversi. I 54 miliardi di «sforzo» annunciati dal governo sommano 43 miliardi di nuove misure e 11 miliardi decisi in precedenza; il confronto è con una previsione in cui la politica resta invariata, non con la spesa effettiva del 2026 (French government).
Cosa devono chiarire le parti prima del voto
La posta in gioco è concreta. I deputati inizieranno a discutere il bilancio in aula il 13 ottobre (AEF). Il primo ministro Sébastien Lecornu non dispone di una maggioranza affidabile e i dirigenti socialisti chiedono di spostare una quota maggiore del peso sui contribuenti più ricchi (Le Monde). Entrambi i gruppi discuteranno di quanto le imprese contribuiscano già. Il governo difende il pacchetto come lo strumento per ridurre il deficit, cioè la differenza annuale tra spese ed entrate, dal 5,4% al 5,0% del Pil (French government).
Il ministero di Lescure è nella posizione migliore per chiarire la disputa: potrebbe pubblicare una tabella con ogni misura, l’anno in cui si applica e il termine di confronto usato per calcolarne l’effetto. Medef deve fornire lo stesso dettaglio se vuole che la sua stima di 20 miliardi sia presa sul serio. Per ora i dati pubblicati non permettono di stabilire quale cifra si avvicini di più alla realtà, né se i due totali siano davvero confrontabili.
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- 10/4/2026, 2:04:58 AM
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