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EU_ECONOMICS05 / 10 · storia del giorno3 min · 870 parole · 31 fonti

Francia vende diesel di riserva a €0.28

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Scritto dall IAto brief AI · 16 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

France releases cheap reserve diesel; drivers receive only part of the saving.

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il testo · 3 min di lettura

Dal 28 ottobre SAGESS, l’agenzia che detiene le riserve strategiche di carburante francesi, venderà il diesel ai distributori a circa 0,28 euro al litro, più o meno quanto lo ha pagato, mentre il prezzo di mercato si aggira intorno a 1,10 euro, secondo il governo (Ministry, Government). Il 15 ottobre l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE, IEA nell’acronimo inglese), attraverso cui 32 paesi coordinano le risposte alle emergenze petrolifere, ha deciso di accelerare il resto del rilascio di emergenza, senza però fissare una scadenza per il diesel (IEA). La decisione dell’AIE non mette in circolazione carburante finché un governo nazionale non interviene: gli automobilisti francesi potrebbero quindi pagare meno il diesel già il mese prossimo, mentre gran parte delle scorte da rilasciare non ha ancora un calendario pubblico.

Perché un grande sconto si traduce in un piccolo calo

Il governo francese prevede che dal 1° novembre i prezzi alla pompa scendano di 12–18 centesimi al litro (Government). È una riduzione molto inferiore alla distanza tra 0,28 e 1,10 euro, e la struttura dell’intervento aiuta a spiegarne il motivo. I 10 milioni di barili saranno distribuiti tra novembre, dicembre e gennaio, ripartiti fra i distributori in base alle rispettive quote di mercato del 2025 (Ministry).

Ogni distributore mescolerà quindi il carburante economico delle riserve con il diesel che continuerà ad acquistare a prezzo pieno, così che il costo medio scenderà molto meno dello sconto annunciato. Questa è la nostra lettura del meccanismo: il governo non ha pubblicato un proprio calcolo.

Per ora non è chiaro chi tratterrà la differenza. I primi a ricevere le scorte a basso costo saranno i distributori; autotrasportatori, agricoltori e altri grandi consumatori ne beneficeranno solo se il calo si rifletterà nei prezzi di rivendita e nei contratti di fornitura. L’intervento comprende anche il gasolio non stradale usato in agricoltura, pesca e costruzioni, oltre al gasolio da riscaldamento (Franceinfo). TotalEnergies, il maggiore rivenditore di carburante del paese, prevede un taglio di 8–12 centesimi, inferiore alla stima del governo (DNA). Alcune stazioni potrebbero non applicare alcun ribasso fino al 10 novembre circa; più di 300 stazioni rurali riceveranno inoltre un sostegno alla liquidità per abbassare i prezzi prima che arrivi il carburante meno caro (TF1 Info).

Che cosa ha deciso davvero l’AIE

A marzo, dopo che la guerra aveva interrotto il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, i membri dell’AIE si sono impegnati a rendere disponibili 400 milioni di barili. Era una cifra complessiva, poi suddivisa dall’agenzia paese per paese (IEA, IEA). Anche i dati successivi sono arrotondati: il 15 ottobre il consiglio dell’AIE ha riferito che erano già usciti circa 330 milioni di barili e ha deciso di completare il rilascio dei circa 100 milioni restanti, compresi oltre 20 milioni di barili di diesel, «il prima possibile» (IEA).

Le stime, approssimative, superano nel complesso i 400 milioni in parte perché alcuni paesi hanno rilasciato più di quanto si fossero impegnati a fare. Il consiglio non ha fissato un totale definitivo (Reuters). A spingere per un’accelerazione è stato il G7, il gruppo delle sette maggiori economie avanzate: il 2 ottobre i suoi leader hanno chiesto di anticipare 100 milioni di barili nell’arco di quattro mesi, dando la precedenza al diesel (G7).

Il diesel viene prima perché è il carburante che scarseggia. A settembre le spedizioni mediorientali di prodotti raffinati sono scese a circa 1,9 milioni di barili al giorno, dai 4,7 milioni precedenti alla guerra (IEA). Il diesel stoccato è già raffinato, quindi può raggiungere gli acquirenti quasi subito. Gli attacchi alle navi vicino allo stretto, avvenuti questa settimana, hanno ridotto ulteriormente l’offerta (To Brief).

La Germania aggiunge barili, i Paesi Bassi frenano

Ogni governo deve autorizzare il rilascio delle proprie scorte. L’agenzia nazionale può poi venderle oppure ridurre gli obblighi di stoccaggio imposti alle aziende (ZDFheute). Nel comunicato dell’AIE non compaiono né una quantità né una data per la Germania (IEA). L’agenzia tedesca, EBV, vende le scorte rilasciate ai prezzi di mercato (ZDFheute): i barili aggiuntivi possono attenuare la scarsità, ma gli acquirenti tedeschi non ottengono uno sconto come quello francese.

All’inizio di ottobre i Paesi Bassi avevano rilasciato quasi 4,7 dei 5,4 milioni di barili promessi. Il governo si oppone a un ulteriore rilascio di diesel, sostenendo che sia difficile ricostituire le riserve una volta svuotate (NU.nl). È un dilemma che riguarda tutti i membri: al 7 ottobre ne conservavano ancora circa 1,1 miliardi di barili nelle scorte pubbliche di emergenza, tra cui oltre 200 milioni di diesel (IEA). Eppure l’agenzia non prevede che la carenza mondiale di gasolio, cioè diesel e carburante da riscaldamento, venga colmata prima della seconda metà del 2027 (IEA).

La Francia ha indicato una data, un prezzo e un elenco di acquirenti per il diesel delle riserve; gli automobilisti dovrebbero beneficiare di una parte dello sconto, a seconda di quanto i distributori trasferiranno ai clienti mentre il carburante economico viene ripartito sulle vendite di tre mesi. In Germania, nei Paesi Bassi e nello stesso comunicato dell’AIE, invece, il rilascio aggiunge barili senza offrire un calendario comparabile. Garantisce qualche mese di approvvigionamento, ma non riapre la rotta marittima che portava in Europa il diesel del Golfo.

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10/16/2026, 1:34:59 AM
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