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EU_PUBLIC_AFFAIRS04 / 10 · storia del giorno3 min · 651 parole · 69 fonti

Diesel russo, licenza Usa ma il divieto resta

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Scritto dall IAto brief AI · 15 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Washington permits Russian diesel trade as its import ban remains in force.

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il testo · 3 min di lettura

A una settimana dall’annuncio di Donald Trump sulle forniture di diesel russo, non è stato indicato pubblicamente né un compratore americano né un carico diretto negli Stati Uniti. Washington ha rilasciato una licenza che autorizza il commercio, ma questa non può cancellare la legge con cui il Congresso ha vietato nel 2022 l’importazione di prodotti petroliferi russi. Il divieto europeo resta intatto, anche se i controlli dell’UE perdono efficacia quando le petroliere fanno rotta verso Paesi terzi.

Una licenza che si scontra con la legge

L’autorizzazione del Tesoro è effettiva: il suo Office of Foreign Assets Control, l’agenzia che gestisce le sanzioni statunitensi, ha rilasciato la General License 135. La licenza consente di vendere e consegnare diesel russo, anche negli Stati Uniti, fino al 7 aprile 2027 (OFAC licence). Non indica acquirenti, volumi o prezzi, né impone alla Russia di cessare gli attacchi contro l’Ucraina.

Il Congresso vieta tuttora ciò che il Tesoro ora autorizza. Nel 2022 ha proibito l’importazione di prodotti petroliferi russi, e il divieto decadrà solo quando il presidente certificherà formalmente al Congresso che ricorrono determinate condizioni, tra cui il ritiro russo e un cessate il fuoco accettato dall’Ucraina (Public Law 117-109). Non risulta che sia stata rilasciata un’attestazione di questo tipo.

Trump ha poi dichiarato che il diesel è destinato ai mercati mondiali e «non a noi» (Reuters). La licenza, però, non pone questo limite: la dichiarazione esprime un’intenzione che il testo lascia aperta.

Grandi cifre, nessun compratore

L’impegno di Trump è stato presentato con cifre precise: oltre 300.000 tonnellate nell’immediato, seguite da ulteriori forniture fino a 3 milioni di tonnellate, in base a quanto avrebbero potuto produrre le raffinerie russe (Truth Social). Sommando le quantità si arriva alle 4,8 milioni di tonnellate che, all’inizio della settimana, hanno suscitato critiche in Europa e negli Stati Uniti (To Brief). Nessuna di queste quantità corrisponde a un volume contrattualizzato.

Mosca ha aperto uno spiraglio più limitato. Il 10 ottobre il governo russo ha autorizzato l’immissione sui mercati mondiali di un primo quantitativo di 500.000 tonnellate, lasciando alle aziende il compito di stipulare contratti con compratori esteri (Russian government). Il provvedimento non riserva alcun carico agli Stati Uniti.

Il 14 ottobre il consigliere del Cremlino Kirill Dmitriev ha riconosciuto che «restavano molte questioni», pur insistendo sul fatto che il combustibile sarebbe arrivato negli Stati Uniti (Interfax). Non ha indicato compratori, navi o date di carico. La petroliera segnalata in fase di carico in un porto russo del Baltico il 13 ottobre aveva il Marocco come destinazione (Baird Maritime).

Dove finisce il controllo europeo

Le sanzioni dell’UE vietano di acquistare o importare diesel russo nell’Unione. Nessuna licenza americana può quindi autorizzare una petroliera a scaricarlo a Rotterdam (EU regulation). Per cambiare la regola serve l’unanimità, cioè il consenso di tutti i governi dell’UE. La Commissione europea afferma che le sanzioni in vigore restano valide e saranno applicate (Commission briefing).

La falla riguarda invece il diesel diretto verso Paesi come il Marocco. In questi casi l’UE può fare leva soltanto sui propri armatori, assicuratori e istituti bancari. In base al tetto al prezzo, questi possono partecipare ai traffici di prodotti petroliferi russi con compratori non appartenenti all’UE solo se il carico viene venduto sotto il massimale fissato dai Paesi occidentali (EU regulation). Una petroliera che non utilizza servizi europei resta del tutto fuori da questa regola.

La Russia potrebbe comunque avere poco diesel in più da esportare. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, l’allentamento delle restrizioni russe all’export difficilmente cambierà in misura rilevante l’offerta mondiale di diesel, perché gli attacchi ucraini hanno danneggiato le raffinerie e limitano la produzione russa (IEA).

Finora Washington ha autorizzato il commercio di diesel russo senza indicare né un compratore americano né una via per superare il divieto d’importazione ancora in vigore. Se dovesse comparire un carico diretto negli Stati Uniti, l’amministrazione dovrà spiegare al Congresso come intende conciliarlo con la legge del 2022, tuttora in vigore.

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10/15/2026, 1:35:32 AM
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