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EU_ECONOMICS04 / 10 · storia del giorno3 min · 808 parole · 26 fonti

Diciassette governi difendono i fondi agricoli e regionali

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Scritto dall IAto brief AI · 3 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Governments defend their budget demands while the question of payment stays blank.

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il testo · 3 min di lettura

Il 2 ottobre diciassette governi dell’UE hanno firmato una lettera per chiedere che «le risorse complessive destinate alla politica di coesione e alla PAC siano mantenute» nel bilancio europeo 2028–2034 (POLITICO, EU Today). Sei paesi più ricchi vogliono invece ridurre lo stesso bilancio. Le due richieste possono conciliarsi solo tagliando altre spese o aumentando i contributi, ma nessuno dei due schieramenti ha indicato chi dovrebbe pagare.

La PAC (politica agricola comune) sostiene i redditi agricoli; la politica di coesione finanzia investimenti destinati a ridurre il divario fra le regioni più povere e quelle più ricche. Tra i firmatari figurano paesi che vanno dalla Spagna, dall’Italia e dalla Grecia alla Polonia, alla Romania e agli Stati baltici (EU Today).

I diciassette hanno inviato la lettera al Taoiseach irlandese Micheál Martin. Il suo governo presiede i negoziati e sta rielaborando il testo che i leader esamineranno al vertice del 15 e 16 ottobre (POLITICO).

La lettera non indica una cifra da proteggere dai tagli. Secondo ANSA, sostiene che la proposta della Commissione europea riduca già le risorse per agricoltura e regioni in termini reali, una volta considerata l’inflazione, benché il bilancio complessivo aumenti. Chiede di finanziare difesa e competitività con risorse aggiuntive, anziché con ulteriori tagli.

La posizione di chi vuole un bilancio più piccolo

Germania, Paesi Bassi, Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia hanno presentato una posizione comune il 27 agosto (governo tedesco). Verso la fine di settembre chiedevano che il bilancio fosse ridotto di «diverse centinaia di miliardi di euro» (Euronews). Hanno inoltre sollecitato Martin a presentare una bozza più contenuta (To Brief).

La Commissione europea propone 1.763,1 miliardi di euro a prezzi costanti del 2025, cioè al netto dell’inflazione prevista. La cifra comprende 149,3 miliardi per rimborsare il debito contratto durante la pandemia (Servizio di ricerca del Parlamento europeo). Le risorse usate per quel rimborso non possono finanziare anche agricoltura, regioni o difesa.

La dichiarazione congiunta di agosto chiede un bilancio complessivo più piccolo, ma non indica quali programmi tagliare (governo tedesco). I sei paesi non concordano su dove intervenire. Il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha firmato la lettera, ma ha dichiarato che la Finlandia non chiede tagli ai sussidi agricoli (Yle).

Quali risorse sono al riparo e quali dovranno competere

Secondo l’Istituto Affari Internazionali, le risorse complessive per agricoltura e coesione sarebbero inferiori di circa il 14% in termini reali rispetto a oggi (IAI). La Commissione europea riunirebbe entrambe le voci in un unico piano nazionale per ciascun paese (iter legislativo del Parlamento europeo).

All’interno di questi piani, due componenti avrebbero una dotazione garantita. Alle regioni meno sviluppate andrebbero 218 miliardi di euro (Bruegel). Altri 295,7 miliardi sarebbero riservati al sostegno dei redditi agricoli (monitoraggio PAC del Parlamento europeo).

Tutto il resto dovrebbe invece contendersi un fondo flessibile di 235 miliardi di euro, che deve coprire anche migrazione e controllo delle frontiere (Bruegel). La pressione ricadrebbe sulle regioni più ricche, prive di una dotazione dedicata, e sui programmi di sviluppo rurale esclusi dai fondi per i redditi agricoli. Anche le aziende agricole più grandi sarebbero esposte: i pagamenti superiori a 20.000 euro diminuirebbero e nessun agricoltore potrebbe ricevere più di 100.000 euro l’anno (monitoraggio PAC del Parlamento europeo).

Chi può bloccare un accordo e chi pagherebbe

In base all’articolo 312 dei trattati UE, i governi devono approvare il bilancio all’unanimità, con il consenso del Parlamento europeo (EUR-Lex). Ciascuno schieramento può bloccare un accordo, ma nessuno può imporre la propria linea. Il 22 settembre è stato chiesto ai ministri di indicare quali programmi considerino irrinunciabili (presidenza irlandese).

Se non si raggiunge un accordo in tempo, si applicheranno i massimali dell’ultimo anno del quadro attuale, cioè i limiti di spesa (EUR-Lex). Le nuove spese per difesa o competitività dovrebbero quindi rientrare nei vecchi limiti.

I diciassette indicano tre possibili strade per aumentare le risorse: allungare i tempi di rimborso del debito contratto durante la pandemia, abolire gli sconti che riducono i contributi di alcuni paesi più ricchi e introdurre nuove entrate dell’UE, eque e non regressive (ANSA). Ogni opzione sposterebbe l’onere su soggetti diversi: rimborsare il debito più lentamente trasferirebbe i costi ai bilanci futuri dell’UE, mentre abolire gli sconti aumenterebbe i contributi dei paesi più ricchi che oggi ne beneficiano.

Le nuove entrate dovrebbero comunque arrivare da imprese o consumatori. La Commissione europea stima che le fonti proposte possano fruttare 58,5 miliardi di euro l’anno, ma ciascuna richiede un’approvazione separata (Commissione europea).

Le alternative non si esauriscono qui: i governi potrebbero aumentare i contributi nazionali, tagliare altri programmi o indebitarsi su scala limitata. Proteggere le risorse per agricoltura e regioni in un bilancio più piccolo richiede di ridurre altre voci oppure di cambiare chi paga e quando. Nessuno dei due schieramenti ha precisato questo compromesso, e i diciassette non hanno ancora detto quante risorse intendano proteggere. La nuova bozza di Martin sarà il primo testo a dover mettere cifre sul tavolo.

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10/3/2026, 2:06:25 AM
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