Sei governi chiedono tagli più profondi

Europe’s budget proposal grows while agreement on where to cut recedes.
Composizione immagine · tobriefL’Irlanda, che presiede i negoziati tra i governi dell’UE, ha proposto un bilancio europeo per il 2028–34 da 1.826 miliardi di euro, inferiore ai 1.985 miliardi chiesti dalla Commissione europea (ORF, Council of the EU). È un testo negoziale, non un bilancio approvato. La Germania e altri cinque governi lo giudicano ancora troppo alto, ma non concordano su quali programmi tagliare.
Il 10 ottobre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che una proposta di queste dimensioni non offriva una base per un accordo (German government). I conti dell’Irlanda mostrano perché chiedere altri risparmi sia più facile che trovare dove farli.
Una parte della differenza tra i due totali dipende semplicemente dall’inflazione attesa nei sette anni. A prezzi 2025, che mantengono invariato il potere d’acquisto, la proposta irlandese è inferiore di 141 miliardi di euro, circa l’8%, a quella della Commissione (Council of the EU, Reuters). Entrambe le cifre sono massimali: stabiliscono quanto l’UE può impegnare nei programmi durante il periodo, non quanti fondi verserà subito.
Agricoltura e regioni subiscono i tagli minori
L’Irlanda non ha distribuito i risparmi in modo uniforme, come abbiamo riferito quando è uscita la bozza (To Brief). I sussidi agricoli e i fondi di coesione, cioè i contributi UE destinati a ridurre i divari tra le regioni più ricche e quelle più povere, rientrano in una sezione del bilancio che perde appena il 3,4% (Council of the EU). Il sostegno minimo garantito al reddito degli agricoltori resta poco sopra i 261 miliardi di euro, a prezzi 2025 (CAP Reform).
Altre voci del bilancio subiscono riduzioni più consistenti. La sezione che comprende ricerca, difesa e altre spese per la competitività perde il 12,8%, mentre i fondi per la politica estera calano del 17,4% (Council of the EU). Nella sezione dedicata a ricerca e difesa, due programmi registrano i tagli più visibili: Horizon Europe, il programma di ricerca dell’UE, scende da circa 154,9 a 140,0 miliardi di euro; la voce per industria della difesa, sicurezza e spazio passa da circa 115,7 a 100,7 miliardi (Council of the EU).
Questi massimali più bassi non sottraggono oggi fondi a un’università o a un produttore di armi, perché riguardano la spesa futura. L’effetto si vedrà più avanti: università, laboratori e fornitori della difesa dovranno competere per risorse più scarse, e meno progetti otterranno i finanziamenti richiesti.
Tagli più profondi, ma a chi?
Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Austria, Finlandia e Svezia hanno chiesto risparmi per «diverse centinaia di miliardi di euro» (Danish government). La loro dichiarazione congiunta non indica né un nuovo totale né come distribuire i tagli tra i programmi; non chiarisce neppure se i risparmi vadano calcolati rispetto al piano della Commissione o alla proposta irlandese (German government). Qualunque sia il punto di partenza, Merz ha già chiarito che il taglio proposto dall’Irlanda non basta.
I sei governi vogliono però ridurre voci diverse. Il ministro delle Finanze danese Peter Hummelgaard chiede che il sostegno agricolo e i fondi per lo sviluppo regionale pesino meno sul bilancio (DR). Anche il primo ministro finlandese Petteri Orpo vuole un totale più basso, ma sostiene che difesa, ricerca e nuove tecnologie abbiano già assorbito una quota eccessiva dei risparmi; ha inoltre accolto con favore la soglia minima protetta per l’agricoltura (Finnish government).
Entrambe le opzioni incontrano opposizione fuori dal gruppo. Il 2 ottobre, 17 leader, tra cui Giorgia Meloni per l’Italia e Nicușor Dan per la Romania, hanno chiesto di preservare i fondi agricoli e di coesione (Slovenian government). I principali negoziatori del Parlamento europeo, Siegfried Mureșan e Carla Tavares, contestano i tagli già introdotti dall’Irlanda alla competitività e alla politica estera (European Parliament).
Le obiezioni pesano, perché il bilancio deve ottenere l’accordo di tutti i governi e il consenso del Parlamento (EU Treaty, Article 312). Una sola capitale, così come il Parlamento, può bloccare l’intesa finale.
I sei sono dunque divisi su due scelte controverse: intervenire sui fondi agricoli e regionali difesi da 17 governi, oppure approfondire i tagli a ricerca e difesa, contestati dalla Finlandia e dal Parlamento. Merz ha respinto il totale proposto dall’Irlanda senza dire quale strada preferisca. I leader discuteranno del bilancio il 15–16 ottobre (European Council). Se i sei non arriveranno con una cifra propria e un elenco dei programmi da tagliare, la bozza irlandese resterà l’unico insieme di numeri sul tavolo.
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- 10/12/2026, 1:37:20 AM
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