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EU_ECONOMICS04 / 04 · storia del giorno3 min · 840 parole · 42 fonti

Appalti UE, soglia qualità al 30%

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Scritto dall IAto brief AI · 5 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Europe asks whether the cheapest foundations can support public value.

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il testo · 3 min di lettura

Ogni anno i governi europei spendono circa il 14-15% del PIL per comprare beni e servizi: software per gli ospedali, flotte di autobus, contratti di pulizia, manutenzione stradale (European Parliament, European Commission). Gli appalti pubblici sono il punto in cui il denaro dei contribuenti diventa servizi, infrastrutture e posti di lavoro. Oggi, però, gran parte di quella spesa finisce ancora a chi offre il prezzo più basso. Il 9 settembre la Commissione europea dovrebbe proporre di cambiare il modo in cui si misura il rapporto qualità-prezzo.

La bozza, anticipata da media italiani e tedeschi, obbligherebbe le amministrazioni a valutare la qualità insieme al prezzo e darebbe loro strumenti per favorire fornitori legati all'Europa (ANSA, Il Fatto Quotidiano). La proposta aprirebbe soltanto l'iter legislativo: serviranno ancora l'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio, mentre le gare in corso continueranno a seguire le regole attuali (Vergabevorschriften.de).

Un dettaglio giuridico pesa sui tempi. La Commissione punta a un regolamento, non a una direttiva. La direttiva obbliga ciascuno dei 27 Stati membri a recepirla con una legge nazionale, con tempi che possono allungarsi per anni; il regolamento, una volta approvato, si applica direttamente in tutta l'Unione.

Il massimo ribasso perdeva anche quando sembrava vincere

Le ragioni della riforma si misurano nei numeri. La Corte dei conti europea ha rilevato che la quota di gare pubbliche nell'UE con una sola offerta è salita dal 23,5% al 41,8% nel decennio fino al 2021, mentre il numero medio di partecipanti si è quasi dimezzato, da 5,7 a 3,2 (European Court of Auditors). Nel 2023, 20 Stati membri assegnavano ancora più della metà dei contratti sulla base del solo prezzo (European Parliament).

Il punto di caduta, spesso, sono i lavoratori. Il Parlamento europeo ha richiamato una conclusione dell'Autorità europea del lavoro secondo cui le gare basate soltanto sul prezzo aumentano il rischio di lavoro non dichiarato, perché le imprese comprimono il costo del lavoro per vincere (European Parliament). La stessa valutazione della Commissione del 2025 ha concluso che le regole attuali hanno prodotto risultati solo parziali sugli obiettivi verdi e sociali, mentre la partecipazione transfrontaliera è rimasta limitata e le lacune nei dati hanno lasciato scoperti rischi di corruzione (European Commission).

Come funzionerebbe il punteggio

In una gara basata solo sul prezzo, vince l'offerta conforme meno cara. Con un sistema ponderato sulla qualità, l'amministrazione definisce una formula: per esempio, 60 punti alla qualità e 40 al prezzo. Vince chi ottiene il punteggio complessivo più alto.

Secondo la bozza filtrata, i fattori qualitativi — prestazioni climatiche, standard del lavoro, innovazione, sicurezza — dovrebbero valere almeno il 30% del punteggio di aggiudicazione. Per i contratti ad alta intensità di lavoro, come edilizia, pulizie e vigilanza, la soglia salirebbe al 50% (Il Fatto Quotidiano, LavoriPubblici). Un'impresa che compete soprattutto tagliando i salari perderebbe parte del vantaggio; una società con condizioni di lavoro migliori o costi più bassi lungo l'intero ciclo di vita potrebbe aggiudicarsi la gara anche con un prezzo iniziale più alto.

La bozza contiene anche uno strumento di «preferenza europea». Consentirebbe alle amministrazioni di penalizzare o escludere offerte nelle quali meno del 50% del valore provenga dall'UE o da Paesi coperti da accordi commerciali come il Government Procurement Agreement (GPA) dell'Organizzazione mondiale del commercio, che include Stati Uniti, Giappone e Canada ma non la Cina (ANSA). Nella pratica, il bersaglio principale sarebbero i fornitori cinesi nei settori strategici. L'UE ha già sperimentato questa logica: la prima misura adottata con l'International Procurement Instrument ha escluso operatori cinesi dalle gare per dispositivi medici, e Pechino ha risposto subito con una ritorsione speculare (Crowell).

Chi guadagna e chi paga

La Francia legge gli appalti come un'arma strategica (L'Opinion). L'Italia vuole superare l'abitudine del massimo ribasso e proteggere i lavoratori. Il sindacato polacco Solidarność ha celebrato «la fine della dittatura del prezzo più basso» (Solidarnosc). Nove Stati membri più piccoli e nordici, guidati da Cechia, Finlandia e Svezia, hanno avvertito nel dicembre 2025 che una preferenza europea troppo ampia potrebbe ridurre la concorrenza e far salire i prezzi, chiedendo alla Commissione di limitarla a settori specifici e di accompagnarla con una valutazione d'impatto completa (MarketScreener, Euronews).

I giuristi tedeschi degli appalti sollevano un altro problema: molti uffici comunali non hanno le competenze per scrivere criteri di qualità solidi sul piano legale quando si parla di clima, lavoro e innovazione (Ausschreibungen Staatsanzeiger). Questo divario di capacità è la vera fragilità della riforma. Il punteggio qualitativo funziona solo se le amministrazioni sanno definire criteri misurabili e verificare le promesse dei concorrenti. In caso contrario, le soglie obbligatorie rischiano di sostituire il sottoprezzo con l'eccesso di promesse, premiando gli incumbent più grandi, che sanno come ottenere buoni punteggi sulla carta.

Le prove indicano con chiarezza che gli appalti al prezzo più basso non hanno aumentato la concorrenza e hanno creato incentivi a comprimere il costo del lavoro. Se il punteggio qualitativo obbligatorio riuscirà a correggere quei difetti dipenderà soprattutto dalla capacità di migliaia di stazioni appaltanti europee di fare ciò che finora, nella maggior parte dei casi, nessuno aveva chiesto loro di fare.

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